Le pagelle dell’Atalanta 2021: ATTACCANTI

         
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Zapata (10) – L’anno migliore da quando il colombiano veste la maglia dell’Atalanta. Certo, non è una novità vedere Duvan attivo anche nel lavoro di squadra, ma in un contesto dove ha fatto reparto da solo ne fa capire il potenziale. Vedendolo giocare sembrerebbe tutto tranne che un centravanti, nonostante non si dimentichi che sottoporta è “Duvan-stante”. Punto fermo dell’attacco orobico: il miglior bomber straniero atalantino (superando nello stesso anno un certo German Denis).

Muriel (8) – Analizzando l’intero anno solare, il colombiano disputa l’anno a metà: la prima parte è da 10 pieno con 22 goal da maestro (agganciando il mitico Jeppson nella classifica dei migliori bomber nerazzurri stagionali); la seconda dove l’infortunio condiziona sia le sue prestazioni in campo che le scelte di Gasperini. Il guizzo è sempre dietro l’angolo, ma occorre ritornare al più presto ad alti livelli.

fonte foto Milan News

Ilicic (7,5) – Il 2021 è cominciato negativamente sul piano delle motivazioni, portando Josip vicino alla cessione. L’ultimo canto del cigno si è trasformato in una sinfonia che, al di là della discontinuità, fa sempre comodo all’attacco dell’Atalanta. A 33 anni è ancora il miglior fantasista della squadra.

Piccoli (6,5) – La sorpresa dell’estate, dove incomincia l’annata segnando alla prima giornata contro il Torino. Roberto ha un potenziale importante, ma quando hai davanti un giocatore del calibro di Zapata la strada si fa tutta in salita. In campo non delude, anche se il prestito gli permetterà di acquisire maggior minutaggio (ed esperienza). La sua titolarità a Bergamo? E’ solo questione di tempo.

Miranchuk (6) – Troppo poco. Pochi i minuti dati, poche le partite incise e un punto interrogativo che si è fatto sempre più grande. La sua esperienza a Bergamo ormai è arrivata al capolinea. Individualmente non si discutono la qualità, ma nel calcio non basta. Un giocatore talentuoso e al tempo stesso estraneo allo schema di Gasperini. Peccato.

Autore dell'articolo: Filippo Davide Di Santo