Il procedimento, al momento contro ignoti, ipotizza i reati di manipolazione del mercato e atti persecutori. Al centro dell’inchiesta anche una serie di telefonate anonime dal contenuto minatorio ricevute dal senatore-presidente e una campagna di contestazione culminata, lo scorso febbraio, nell’affissione di manifesti e nell’esposizione di striscioni contro Lotito, anche davanti a sedi politiche.
La richiesta della Procura di acquisire i tabulati telefonici e telematici delle utenze riconducibili a Lotito — dal 7 ottobre 2025 — è stata trasmessa al Senato e sostenuta nella relazione del senatore Costanzo Della Porta, che ha sollecitato un via libera rapido alla procedura. Un’accelerazione insolita, motivata — secondo quanto emerge — dall’esigenza investigativa di verificare l’eventuale esistenza di collegamenti tra episodi apparentemente isolati.
Secondo gli atti, gli investigatori ritengono possibile che, oltre alle manifestazioni spontanee di dissenso, vi sia stata un’azione coordinata finalizzata da un lato a diffondere notizie ritenute infondate su trattative di cessione del club, dall’altro a esercitare una pressione personale sul presidente, configurabile — se ricondotta a un disegno unitario — come una forma di stalking.
Al momento non risultano indagati né sono stati resi noti elementi probatori conclusivi. L’indagine è nella fase preliminare e punta a chiarire se dietro le proteste vi sia stata una strategia organizzata oppure una sommatoria di iniziative autonome riconducibili al malcontento di una parte della tifoseria.
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