Lukaku, Di Canio duro: “Rimango stupito quando la critica lo definisce un campione. Questa operazione è lo specchio…”

         
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L’opinionista di Sky Sport ed ex calciatore Paolo Di Canio ha rilasciato un’intervista al quotidiano “Il Resto del Carlino” dove tra i vari argomenti toccati c’è stato quello del ritorno di Lukaku con la maglia dell’Inter. Molte le critiche mosse da Di Canio nei riguardi del belga: di seguito ecco il suo pensiero.

Sono contento sia tornato, perché è un personaggio, crea entusiasmo e accende ancora di più la lotta scudetto. Ma questa operazione è lo specchio della serie A. Parliamo di uno che arriva in prestito, perché, a parte il Milan, le nostre squadre sono costrette prima a vendere, per poi prendere qualcuno. Perché l’Italia è fuori dal mondiale? Perché i nostri club non arrivano ai quarti di Champions? Perché l’élite del calcio gioca in altri paesi. Rimango stupito quando la critica, tra cui molti ex calciatori, lo definisce un campione. Un campione è uno che va al Chelsea, si prende il posto da titolare, e alle prime difficoltà insiste per dimostrare che quel posto è suo. Lui, invece, è andato lì, in una squadra con Kantè, Thiago Silva, Havertz, gente che ha vinto tutto, pensando di essere un fenomeno. Il problema è che in Italia gli abbiamo fatto credere di esserlo, con i titoloni. Gli è stato conferito un valore enorme per aver vinto uno scudetto. In Europa League buca la finale, in Champions non pervenuto nelle gare che contano. All’Europeo, contro di noi, ha sbagliato due gol clamorosi, dobbiamo ringraziarlo. Ci si deve domandare perché il Chelsea se ne libera così serenamente. Lewandowski sa fare 7 cose da élite, il belga ne fa 3. Haaland a 20 anni ha fatto dieci volte più di lui in Europa“.

Autore dell'articolo: Andrea Riva