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Maneskin: il biglietto per il concerto di Verona arriva a 2.500 euro

 

Maneskin e un biglietto che costa troppo. Il fenomeno del secondary ticketing non è di certo nuovo, e continua a essere un problema per quanto riguarda i concerti e gli spettacoli. Se per la band romana i biglietti arrivano a 2537 euro un problema esiste, ed è riduttivo parlare semplicemente di domanda e offerta.

Cifre folli per i Maneskin

Il bagarinaggio 2.0, chiamato anche secondary ticketing, continua a essere un problema. Per il concerto dei Maneskin del prossimo 28 aprile all’Arena di Verona il biglietto arriva alla cifra stellare di 2537 euro. Se è vero che la band romana è sulla cresta dell’onda e sta riscuotendo tantissimo successo anche negli Stati Uniti è ormai un dato di fatto.

Ma davvero si arriva a spendere cifre come queste per un concerto? Il prezzo di vendita originale infatti andava dai 43,70 euro agli 86,25 per la poltronissima numerata. Ovviamente i biglietti sono andati letteralmente a ruba nel giro di pochi giorni. Di sicuro i successi internazionali dei Maneskin, con l’apertura ai Rolling Stones tanto per citarne una, hanno fatto lievitare la domanda di biglietti.

Il problema del secondary ticketing

Sui siti di rivendita di biglietti il biglietto viaggia dai 300 euro fino appunto a sforare la soglia dei 2000 euro per la platea e i 2500 nel caso record di un altro tagliando. Come già detto non è una novità che riguarda soltanto i Maneskin: già in passato abbiamo assistito a questo fenomeno, come per David Gilmour, Black Sabbath e tantissimi altri artisti ancora.

Oggi un utente può acquistare singolarmente fino ad un massimo di dieci tagliandi. Forse per cambiare si dovrebbe partire anche da qui? Già in passato infatti ci sono stati casi di biglietti acquistati a pochi secondi dalla messa in vendita tramite l’impiego di alcuni software. E ancora oggi le misure attuali sembrano non bastare. Il tutto è a danno del pubblico, lo stesso pubblico disposto a spendere, a seconda degli eventi, cifre davvero folli.

 

 

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Autore dell'articolo: Alessio Bardelli