Mattarella: “Fava ucciso perchè capace di scuotere le coscienze”
ROMA – “Sono trascorsi quarant’anni dal vile assassinio per mano mafiosa di Giuseppe Fava, giornalista che ha messo la sua passione civile al servizio della gente e della Sicilia, impegnato nella battaglia per liberarla dal giogo della criminalità e dalla rete di collusioni che consente di perpetuarlo”. Lo ha sottolineato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Ricordiamo che Giuseppe Enzo Domenico Fava, detto Pippo, era nato a Palazzolo Acreide il 15 settembre 1925 ed è stato ucciso a Catania il 5 gennaio 1984, appunto quarant’anni fa. Alle ore 21:30 il giornalista si trovava in via dello Stadio e stava andando a prendere la nipote che recitava in “Pensaci, Giacomino!” al teatro Verga. Aveva appena lasciato la redazione del suo giornale. Non ebbe il tempo di scendere dalla sua Renault 5 che fu raggiunto da cinque proiettili calibro 7,65 alla nuca.
Mattarella: “Fava ucciso perchè capace di scuotere le coscienze”
“La mafia – ha proseguito il capo dello Stato – lo uccise per le sue denunce, per la capacità di scuotere le coscienze, come fece con tanti che, con coraggio, si ribellarono al dominio della violenza e della sopraffazione e dei quali è doveroso fare memoria. Fava ha fatto del giornalismo uno strumento di irrinunciabile libertà. L’indipendenza dell’informazione e la salvaguardia del suo pluralismo sono condizione e strumento della libertà di tutti, pietra angolare di una società sana e di una democrazia viva. Un impegno e un sacrificio a cui la Repubblica rende omaggio”, conclude Mattarella.
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