parità salariale

Obbligo di parità salariale in Islanda

         
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In Islanda, per aziende e istituzioni pubbliche e private, scatta l’obbligo di parità salariale tra uomini e donne.

Parità salariale e lotta alle disuguaglianze

Se è vero che “donne non si nasce ma si diventa”, come sosteneva la cara filosofa Simone De Beauvoir nel lontano 1949, è altrettanto vero che nessuno, uomo o donna che sia, ha una naturale predisposizione a fare la casalinga o l’imprenditore.

Studio, impegno, determinazione fanno la differenza in qualunque mestiere.

Per questo è importante che la retribuzione sia commisurata alle effettive capacità del soggetto e non dipenda dal sesso biologico con cui è nato.

In Islanda, da qualche giorno, è scattata una legge severissima che impone a istituzioni pubbliche e private, aziende, banche e a qualsiasi datore di lavoro con piú di 25 dipendenti di assicurare, a parità di qualifica, la parità salariale tra uomini e donne.

Le piú grandi istituzioni e aziende avranno tempo fino al 2020 per attuare la norma, quelle piú piccole fino al 2025.

Disparità di stipendi uguale disparità di diritti

Sarà un caso che questa legge sia scattata a Reykjavìk, dove il premier è donna? Forse…ma penso di no!

La disparità di stipendi, sempre a svantaggio dei soggetti femminili, influisce pesantemente sulle scelte di vita delle donne le quali, spesso, restano accanto a mariti violenti perché da sole con il proprio stipendio non sarebbero in grado di mantenere se stesse e gli eventuali figli presenti.

Senza contare che ancora oggi in molte famiglie vige la regola che il capo famiglia è colui che porta i soldi a casa e che chi guadagna meno ha meno voce in capitolo.

Per tutte queste ragioni imporre la parità salariale è una vera e propria rivoluzione socioculturale e non soltanto economica.

Ad oggi l’Islanda è uno dei paesi più attivi nella parità di genere.
Negli ultimi anni le differenze retributive sono scese dal 37% al 10-12%.

E, in seguito alle numerose proteste, manifestazioni di piazza e scioperi di influenti movimenti femminili, 100 aziende avevano già proceduto a correggere gli squilibri retributivi.

Il prossimo passo dopo la parità salariale sarà combattere per una parità di opportunità di fare carriera in quanto, purtroppo, a parità di competenze, sono ancora gli uomini a venir privilegiati.

Sanzioni per i trasgressori

 La legge prevede  multe fino a 50mila corone islandesi (pari a circa 450 euro) per ogni caso di violazione dell´obbligo di parità salariale a parità qualifica.

Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24