Ora legale: il Parlamento europeo punta ad abolirla

Abolire l’ora legale. E’ questa la proposta, o provocazione, che arriva dal Parlamento europeo. Oggi si voterà la risoluzione (sostenuta da una parte di Ppe e Verdi) presentata da 2 colleghi che chiederà alla Commissione di produrre una proposta di regolamento per l’abolizione del cambio d’orario da aprile a ottobre.

Ora legale: giusto abolirla?

Secondo i due eurodeputati che hanno avanzato la proposta di abolizione dell’ora legale,  il ceco Pavel Svoboda e la francese Karima Delli, “numerosi studi scientifici non sono riusciti a dimostrare alcun effetto positivo del cambiamento orario. Al contrario, hanno rilevato effetti negativi sulla salute umana, l’agricoltura e la sicurezza della circolazione stradale”. 

Va detto, però, che questo è un argomento che non appassiona molto il resto dell’Europa. L’ora legale, infatti, non è un mero fattore di stanchezza o stress, ma tocca anche il lato economico. Secondo quanto rilevato da Terna, grazie a quell’ora quotidiana di luce in più che ha portato a ritardare l’accensione delle lampade dal 26 marzo 2017 al 27 ottobre, l’anno scorso l’Italia ha risparmiato, complessivamente, 567 milioni di chilowattora. Il dibattito, dunque, è aperto, ma è difficile che si arrivi ad una soluzione in tempi bevi.

La storia dell’ora legale

Nel 1916 la Camera dei Comuni diede il via libera al British Summer Time,per lo spostamento delle lancette un’ora in avanti durante l’estate. Molti paesi imitarono il Regno Unito in quanto in tempo di guerra il risparmio energetico era una priorità.

L’ora legale nasce allo scopo di aumentare la produttività (spingendo le persone a sfruttare più ore del giorno, alzandosi prima) e di diminuire il consumo energetico. Dal 1996 tutti i paesi dell’ Unione Europea, più la Svizzera e i paesi dell’est Europa, adottano lo stesso calendario per l’ora legale, nonostante le polemiche di alcuni stati membri.  La certezza è che quest’anno l’ora legale tornerà il 25 marzo.

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