L’Italia dice no all’abolizione dell’ora legale foto

L’Italia dice no all’abolizione dell’ora legale

         
Iscriviti al Feed di Webmagazine24.it intopic.it feedelissimo.com Segnala a Zazoom - Blog Directory
 

L’Italia dice no all’abolizione dell’ora legale al contrario di altre nazioni.

In Europa si sta svolgendo un ampio dibattito sull’abolizione o no dell’ora legale.

L’Italia dice no all’abolizione dell’ora legalecon

Il Governo italiano si è già pronunciato con un NO all’abolizione del cambio di orario: l’ora legale pertanto resta.

Infatti, nella notte fra sabato 30 marzo 2019 e 31 marzo 2019 le lancette dell’orologio sono state spostate un’ora avanti (abbiamo dormito un’ora in meno) e nella notte fra il 26 ottobre 2019 e 27 ottobre 2019 le lancette dell’orologio sono state spostate un’ora indietro (abbiamo dormito un’ora in più).

Il provvedimento è stato adottato da molti anni per motivi di risparmio energetico.

Un po’ di storia…

Il primo a proporlo fu Benjamin Franklin che, per risparmiare sul consumo delle candele propose l’adozione, dell’ora legale  ma non incontrò alcun consenso  perché giudicato troppo “stravagante”.

William Willett  riuscì a diffondere in Gran Bretagna (anche per esigenze belliche) la cultura del risparmio energetico attraverso l’adozione dell’ora legale.

Alla Gran Bretagna, si accodarono numerosi altri paesi,  poiché si verificò che il fenomeno portava ad una grande forma di risparmio, sia energetico che economico.

L’Enel Distribuzione condusse un primo studio sui consumi energetici anche nelle abitazioni e nelle industrie, consigliando un uso razionale delle fonti energetiche e dei relativi impieghi in ogni settore (utilizzo razionale  di elettrodomestici nelle abitazioni e nei processi produttivi aziendali).

La Terna (una Società del Gruppo Enel responsabile in Italia della trasmissione e del dispacciamento dell’energia elettrica sulla rete ad alta e altissima tensione) elevò  a valore il risparmio derivante dall’adozione dell’ora legale.

I dati del 2016

I relativi dati forniti, riferiti all’anno 2016, hanno evidenziato che l’Italia ha risparmiato 573 milioni di kilowattora (contro i 550 milioni del 2015) con l’ora legale. Il numero è riferito al consumo medio di 210.000 famiglie italiane, per un controvalore di 90 milioni di euro circa.

Secondo l’Enel il miglior risparmio si è registrato a marzo e ottobre, mentre è stato meno evidente nei mesi estivi dato che in quel periodo le giornate sono più lunghe e i risultati in termini di risparmio sono meno marcati. Fin qui i dati economici che evidenziano senz’altro un trend positivo per l’adozione dell’ora legale.

La scienza e il mondo medico si sono espressi in maniera negativa all’adozione dell’ora legale  poiché  influisce negativamente sulla cosiddetta ritmicità circadiana (dal latino dies che significa giorno) che regola molte funzioni, ad esempio il ciclo sonno/veglia e la produzione di ormoni.

L’uomo ha ritmi di vita e di funzionamento organico a cadenza quotidiana, influenzati dalla luce solare che regola le variazioni cicliche delle attività biologiche umane (pressione arteriosa, tono muscolare, resistenza alla fatica, frequenza cardiaca ecc.).

Il brusco mutamento di un’ora nelle quotidiane abitudini causa una altrettanto brusca variazione  e porta a un improvviso disallineamento tra l’orologio biologico e quello ambientale.

Gli effetti principali notati sull’uomo sono i seguenti:

  • Fastidiosi cambiamenti nella durata del sonno
  • perdita di concentrazione
  • cambiamenti di umore.

Naturalmente gli effetti sono temporanei,  poiché l’adattabilità del fisico umano a nuove condizioni ambientali è  sempre grande.

Forse ti può interessare anche:

Autore dell'articolo: Marco Vittoria

Avatar