Italia al primo posto europeo per immissione in atmosfera di polveri sottili foto

Italia, primato europeo per inquinamento polveri sottili

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Italia primato europeo per immissione in atmosfera di polveri sottili: lo rivela il “Countdown on Health and Climate Change”.
Allarme rosso ambientale per l’Italia: risulta la nazione al primo posto in Europa per morti dovute alle  polveri sottili: a forte rischio soprattutto i bambini e neonati. E’ questo il segnale inviato dal “Countdown on Health and Climate Change”.
Dati negativi, quindi, per l’Italia  che derivano dalla logica delle statistiche e degli studi effettuati dallo stesso Istituto il cui scopo è quello di fornire un sistema di rilevazione e studio  indipendente e globale dedicato al monitoraggio delle dimensioni sanitarie degli impatti e della risposta ai cambiamenti climatici. Countdown  opera  in cinque settori fondamentali per l’ecosistema: impatti, esposizioni e vulnerabilità dei cambiamenti climatici, adattamento, pianificazione e resilienza per la salute, azioni di mitigazione e co-benefici per la salute, finanza ed economia; e l’impegno pubblico e politico.

Italia primato europeo, su inquinamento ecco i dati

Gli ultimi risultati di analisi, condotte da trentacinque università e organizzazioni, fra cui quella della Sanità Mondiale, in Italia  nel 2016 hanno riportato che le vittime dovute a polveri sottili (PM2.5) sono state 45.600, con una valutazione di un danno finanziario pari a 20 milioni di euro.
L’Italia detiene il triste primato europeo  e si attesta all’11° posto della classifica mondiale per morti dovute alle  polveri sottili.

Italia al primo posto europeo per immissione in atmosfera di polveri sottili

Marina Romanello della University College di Londra, ha  estrapolato alcuni dati molto preoccupanti per la salute, specie per i bambini e i neonati  da un’analisi pubblicata sulla rivista “The Lancet” sull’impatto dei cambiamenti climatici sulla salute, condotta da 35 università e 120 ricercatori di tutto il mondo.
Le ultime notizie sulla città di Taranto e sull’ILVA ne sono la dimostrazione.
Certamente, coniugare insieme il fattore ambientale ed occupazionale è molto difficile: la legge dell’economia porta al mancato utilizzo di idonei mezzi di contrasto alle polveri sottili: i mezzi ci sono, ma i costi sono veramente grandi e portano all’aumento del prezzo dei prodotti industriali.

Le contromisure da applicare

Occorre un atto di grande coraggio: le leggi per la tutela ambientale in materia di immissione di polveri sottili in atmosfera esistono, basterebbe applicarle, trovare i fondi necessari ed incoraggiare le industrie esistenti alla loro applicazione. Certamente non è un discorso semplicistico, esporlo in poche parole è molto restrittivo. Bisogna iniziare però ad essere più incisivi e più attenti alla conservazione dell’ecosistema, che possono riassumersi in pochi punti programmatici:
– adottare  idonei accorgimenti che partono dalla scelta delle aree di insediamento industriale, alle progettazioni e realizzazioni degli impianti di produzione;
– applicazione di idonei dispositivi tecnici per la limitazione al minimo dell’immissione di polveri sottili nell’atmosfera, non solo alle industrie.

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Autore dell'articolo: Marco Vittoria

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