Cellule camaleonte

“Cellule camaleonte”: causa delle neoplasie

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Le “Cellule camaleonte”: sono la causa delle neoplasie. Di recente è pervenuta la notizia che, a causare le metastasi, sono proprio queste cellule che si spostano attraverso il sangue. In tal senso le cellule staminali tumorali, sono proprio la base sulla quale queste si riproducono copiosamente.

“Cellule camaleonte”: come avviene il processo

Spesso, i tumori più aggressivi, sono proprio quelli più indifferenziati. Quelli cioè in cui le cellule, non si sono diversificate in un tipo peculiare di tessuto; e quindi sono rimaste come se fossero “cellule generiche”.

Solitamente, in un individuo sano, le cellule staminali sane, sono cellule che, in teoria, sono totipotenti cioè possono diventare qualunque cosa vogliono a seconda degli stimoli esterni che ricevono.

Alcune cellule staminali, possono svincolarsi dai controlli fisiologici del nostro organismo e dare origine a cellule tumorali che possono migrare attraverso il sangue.

La definizione “camaleonte” perché, appunto, una cellula staminale (così intesa) può cambiare; questo proprio perché è intrinseco nel concetto di cellula staminale che, a seconda dell’ambiente in cui si trova o degli stimoli ormonali, proteici, ecc. che riceve, si può differenziare in un tessuto specifico.

Questo avviene anche fisiologicamente negli embrioni, al fine di formare il feto (tessuto nervoso, muscoli, sangue, ossa, organi interni ecc.); ed è in tal senso che si dice che possono “cambiare pelle”.

Stando alla ricerca effettuata, sono state individuate proprio le cellule staminali che sfuggono al controllo degli oncosoppressori; cioè i geni che evitano lo sviluppo di cellule anomale di tumori. In conclusione hanno individuato il tipo di cellule che si svincolano e possono provocare le metastasi nelle neoplasie.

Lo Studio italiano permetterà diagnosi e cure

Uno studio tutto Italiano, coordinato dalla biologa Elena Binda, direttrice della Cancer Stem Cells Unit dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo; e dal direttore scientifico dell’Istituto Angelo Vescovi è pubblicato su Ebiomedicine.

La prima indagine in assoluto ad averle isolate nella circolazione sanguigna.

La procedura seguita dai ricercatori pugliesi, ha dapprima isolato le staminali da alcuni tessuti tumorali; poi le ha trapiantate nei topi, seguendo il percorso di queste cellule partire da un tumore del colon retto.

La Biologa Elena Binda spiega:

“Noi le chiamiamo ‘cellule camaleonte’; perché sono sempre le stesse che causano il tumore primario ma per circolare nel sangue e uscire ed entrare negli organi devono ‘cambiare pelle’ “.

“Averle trovate nel sangue, apre la strada a nuove prospettive di diagnosi prima che si formino le metastasi”.

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Autore dell'articolo: Stefania Di Francescantonio

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