Obesità: un rischio

Obesità: un rischio che si può prevedere alla nascita

         
Iscriviti al Feed di Webmagazine24.it intopic.it feedelissimo.com Segnala a Zazoom - Blog Directory
 

Obesità: un rischio che si può prevedere alla nascita; grazie ad un test genetico, che pur non essendo perfetto, identifica i profili genetici di persone ad alto rischio.

Obesità: un rischio che parte dall’elaborazione dell’IMC

Sentiamo spesso parlare di IMC – indice di massa corporea (BOBY MASS INDEX)- che è un dato biometrico. Ed è espresso per indicare quello che è il rapporto tra peso e quadrato dell’altezza di un essere umano.

A farla breve bisogna subito specificare che questo metodo di calcolo è impiegato per indicare lo stato di PESO-FORMA.

[adrotate banner=”37″]

L’IMC si calcola con questa formula semplice cioè:

IMC = massa corporea (Kg) / statura (m2)

Esempio: una persona alta 1,65m che pesa 68 kg sarà:

68:(1,65 X 1,65) = 68 : 2,72 = 25 (regolare/normopeso)

In base alla tabella che segue è possibile stabilire se una persona è sottopeso, normopeso, sovrappeso o obesa.

Tutto questo, per quanto ovvio, rappresenta la prassi, ma oggi, grazie a una ricerca scientifica condotta dal Broad Institute del Massachusetts Institute of Technology (Mit) e dell’Università di Harvard è possibile stabilire con un test genetico già alla nascita, il rischio di obesità.

La ricerca, messa in atto da queste due istituzioni, pubblicata poi sulla rivista Cell, evidenzia il meccanismo che spiega, grazie a degli algoritmi, l’elaborazione che proviene da quelle che sono le varianti genetiche che influenzano proprio l’IMC.

Il dato calcolato, evidenzia su ben due milioni di varianti, tramite test come i punteggi di rischio di obesità riguardi più di 300mila individui. Il test, senza errori, permette così di aiutare a prevenire gli eventuali problemi futuri con terapie mirate ed efficaci.

Ma su cosa si basa esattamente il test?

Nel 2015, sulla rivista Nature, fu pubblicato il più grande ed efficiente studio riguardante l’obesità. L’analisi indicò gli individui che, più di altri, avevano alti punteggi di rischio obesità.

Le persone che mostravano dati più rilevanti ai fini dello studio, mostravano di pesare mediamente 13 kg di più rispetto agli altri che avevano punteggi inferiori.

In sostanza è stato calcolato che la probabilità di diventare obesi era di 25 volte maggiore.

Sekar Kathiresan, uno dei ricercatori dello studio dichiara:

“Il punteggio è associato con differenze minime di peso alla nascita; ma gli effetti cominciano a mostrarsi chiaramente nella prima infanzia e diventano sempre più marcati col passare degli anni”.

Inoltre l’équipe ha voluto sottolineare che le previsioni del test non sono perfette, in quanto è opportuno dire che chi presenta comunque una predisposizione genetica, non è detto che diventi obeso.

Più che altro la ricerca è utile ai fini dell’individuazione, come detto, dei soggetti più a rischio. Ciò permetterà ai medici di agire tempestivamente nella pianificazione e nella prevenzione delle cure.

Leggi anche di questa grande scoperta: Suturare una ferita chirurgica con le cellule staminali

 

 

Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24