Artrosi e radiofrequenze

Artrosi e radiofrequenze, una soluzione davvero interessante

 

L’artrosi è una patologia che colpisce moltissime persone al mondo. È molto fastidiosa e dolorosa. Al momento non ha una cura definitiva, anche se un recente studio ha dato una speranza in più a chi soffre di artrosi. Infatti si possono usare le radiofrequenze per diminuire il dolore e trattare la stessa artrosi, dando un sollievo maggiore.

Cosa è l’artrosi

L’artrosi è una patologia degenerativa molto comune che avviene quando si degenerano e si consumano le articolazioni ed in particolare la cartilagine delle stesse articolazioni.

Per chi non lo sapesse le articolazioni sono delle “connessioni” tra ossa che avvengono tramite tessuti connettivi. Le articolazioni sono di vari tipi, ma in maggioranza servono a permettere una certa mobilità (in questo caso si chiamano diartrosi) tra le ossa; come per esempio nel ginocchio, nella spalla e nell’anca. Anche se esistono articolazioni immobili (in questo caso chiamate sinartrosi), come per esempio quelle del cranio.

L’artrosi causa spesso dolore, gonfiore, fastidio e rigidità. Questa patologia si presenta principalmente in soggetti che svolgono lavori pesanti e in chi usa continuamente ed erroneamente le articolazioni. A causare artrosi possono esserci traumi, obesità, ereditarietà, umidità, diabete, stress, malattie e vecchiaia.

Parlando di età avanzata bisogna dire che l’atrosi e quindi la degradazione delle articolazioni avviene per la stragrande maggioranza in persone anziane o in chi svolge lavori pesanti. Questo per non confondere l’artrosi con l’artrite. Infatti, come abbiamo visto, l’artrosi è la degradazione delle articolazioni (ed avviene quindi maggiormente in anziani) mentre l’artrite è invece l’infiammazione cronica delle articolazioni (e può avvenire in qualsiasi età, anche nei bambini). Sembrano due patologie simili, ma hanno origini diverse.

Una nuova speranza

L’artrosi non ha una cura definitiva, e quindi gli attuali trattamenti servono soprattutto a calmare i sintomi. Come con iniezioni o l’assunzione di antidolorifici, antinfiammatori, cortisone e analgesici. Questi trattamenti però col tempo tendono a perdere efficacia.

Si può sostituire chirurgicamente l’articolazione colpita da artrosi (come con l’artoplastica, ma non tutti sono idonei a simile operazione ed è molto invasiva).

Viene utilizzata spesso anche l’infiltrazione di acido ialuronico e cortisonici direttamente nell’articolazione per “lubrificarla” e diminuire l’infiammazione e il dolore. Anche questa valida tecnica, però, non è definitiva e col tempo tende a perdere efficacia.

Un recente studio, ed una valida speranza, però ha confermato che l’utilizzo di trattamenti a radiofrequenze non solo riesce a calmare il dolore causato da artosi, ma anche a recuperare in parte la funzionalità dell’articolazione.

Cosa sono le radiofrequenze e il beneficio nell’artrosi

Il trattamento a radiofrequenze consiste nell’uso di onde elettromagnetiche ad alta frequenza (propagate tramite cavi o manipoli) per curare varie patologie o per servizi estetici.

Questa tecnologia sfrutta, in modo controllato, il calore generato dalle onde elettromagnetiche ad alta frequenza. Il calore si produce dal contatto con i vari strati di pelle per svariati benefici, come per esempio il rilassamento e la stimolazione muscolare (e quindi curare patologie muscolari). Questa tecnica è usata anche in alcuni casi di tumore, ma per queste patologie sarebbe utile puntare su altri trattamenti, come le Cellule T.

In ogni caso l’uso delle radiofrequenze non comporta particolari rischi o effetti collaterali (possono avvenire ustioni, infezioni, arrossamenti, gonfiori, sensibilità, ed edema) proprio perché un sistema controllato. Il rilassamento e il calore delle radiofrequenze può essere quindi utile anche per le articolazioni e un recente studio ha dimostrato esattamente ciò. Scopriamolo.

Una cura interessante quella delle radiofrequenze contro l’artrosi

Uno studio recente, fatto da un team di ricercatori della Emory University School of Medicine di Atlanta (USA) ha sfruttato la tecnica dell’ablazione con radiofrequenze per curare l’artrosi. Questa tecnica, in parole povere, consiste nell’uso di aghi o cateteri che emettono onde elettromagnetiche (e relativo calore) ad alta frequenza che vengono inseriti negli organi o in altre parti del corpo per trattare varie patologie. È una tecnica utilizzata spesso per regolare le aritmie cardiache o distruggere i tumori (per questo il termine “ablazione”, ovvero rimozione, ma per il cancro, come accennato prima, bisogna puntare ad altri trattamenti); tale tecnica è poco invasiva e spesso e volentieri dà ottimi risultati (soprattutto a livello cardiaco).

Tale tecnica, immettendo degli aghi generatori di onde elettromagnetiche ad alta frequenza nei ginocchi colpiti da artrosi (sfruttando però un calore minore e il tutto in modo “più delicato”), l’anno scorso ha avuto riscontri positivi durante i test dei ricercatori americani. La conferma definitiva è avvenuta di recente quando gli stessi studiosi hanno utilizzato questa tecnica, su 23 persone in cui le cure farmacologiche non hanno funzionato, anche nell’atrosi alla spalla e all’anca.

Incredibile a dirsi ma chi aveva l’artrosi alla spalla ha avuto una riduzione del dolore dell’85% e un aumento di funzione dell’articolazione del 74%. Chi aveva invece l’artrosi all’anca il dolore è diminuito del 70% e la funzionalità è stata recuperata del 66%.

L’importanza di questo studio

Seppur agli albori, questa tecnica contro l’artrosi promette bene. In ogni caso gli studi devono andare avanti e rendere disponibile a tutti (ad un prezzo adatto a tutti o mutuabile, visto che di norma questo trattamento costa centinaia di euro) questa validissima alternativa che evita anche gli effetti collaterali delle medicine e/o operazioni invasive.

Inoltre deve spronare a ricercare metodi di ricostruzione (a livello microscopico e non invasivo, tipo con cellule staminali) delle articolazioni e della cartilagine delle articolazioni; oltre a spronare a seguire una vita sana, attiva e con una corretta alimentazione.

La speranza è questa. Del resto molte volte le soluzioni meno complesse (talvolta naturali) e meno invasive sono quelle più affidabili, garantendo una buona, duratura e corretta salute.

 

Fonte immagine: Pixabay

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24