Superbatterio resistente agli antibiotici

Superbatterio resistente agli antibiotici: scoperta sensazionale

Superbatterio resistente agli antibiotici: scoperta sensazionale. C’è anche l’ateneo di Firenze nel team di ricerca sulla Klebsiella pneumoniae

Esso è un superbatterio resistente agli antibiotici, responsabile di numerose infezioni, a volte fatali, contratte di frequente in ambito ospedaliero

Il lavoro, pubblicato su Nature Microbiology, ha studiato il Dna di oltre 1.700 ceppi di Klebsiella pneumoniae.

Ceppi che erano stati raccolti in un precedente studio internazionale del 2013-2014: il progetto EuSCAPE.

Gli studi sul superbatterio, hanno visti coinvolti atenei italiani e stranieri

Gian Maria Rossolini, docente di Microbiologia e Microbiologia Clinica presso l’Ateneo fiorentino spiega:

La caratterizzazione a livello genomico è stata realizzata mediante le più moderne tecnologie di next generation sequencing.

Alcuni ceppi di Klebsiella pneumoniae hanno acquisito resistenze alla maggior parte degli antibiotici attualmente disponibili.

Le infezioni causate da questi ceppi sono molto difficili da trattare e, conseguentemente, possono essere gravate da una elevata mortalità.

Di fatto, la gestione di queste infezioni rappresenta attualmente uno dei maggiori problemi in campo medico.

Ciò genera implicazioni per la salute pubblica: l’Italia è tra i paesi europei uno di quelli dove il fenomeno ha assunto proporzioni maggiori.

La ricerca riveste una grande rilevanza per la vastità del campione analizzato e per il dettaglio dell’analisi dei meccanismi di resistenza agli antibiotici.

Ma anche delle dinamiche di diffusione, la cui conoscenza è fondamentale per affinare strategie di controllo.

Gli studiosi Unifi hanno inoltre contribuito alla determinazione e classificazione del comportamento dei batteri nella resistenza agli antibiotici (fenotipo)

Nonché alla correlazione con il profilo genetico, permettendo per la prima volta di avere un quadro approfondito della diversità.

Tra gli autori della pubblicazione anche Tommaso Giani, ricercatore del Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica.

Superbatterio Klebsiella pneumoniae

E’ molto pericoloso infatti può provocare polmonite batterica, sebbene sia più comunemente coinvolta in infezioni acquisite in ospedale nel tratto urinario e in ferite, con particolare riferimento a individui mmunocompromessi.

Klebsiella pneumoniae inolte è diventata un’infezione nosocomiale in crescita dato che continuano ad apparire ceppi antibiotico-resistenti.

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