Quale sarà il futuro di Giovanni Sartori all’Atalanta? Valutazioni in corso
Il direttore tecnico dell’Atalanta Giovanni Sartori potrebbe cambiare corte alla fine di questa stagione dopo 7 anni di grandissime soddisfazioni. Arrivato nell’estate del 2014, componeva un duo dirigenziale di tutto rispetto con Marino, ma è nel 2015 (quando Pierpaolo lasciò la società) che fece emergere la sua grande capacità di trovare talenti sconosciuti: su tutti come non ricordare l’arrivo di Marten De Roon, che nel giro di poco diventò certezza del centrocampo nerazzurro. L’arrivo di Gian Piero Gasperini, unito al gioco offensivo e anche all’upgrade dell’Atalanta tra entrate economiche e blasone europeo, permisero alle “scommesse” di Sartori di emergere a pieno potenziale: Freuler, Djimsiti, Castagne, Hateboer, Gosens, Malinovskyi e tanti giocatori che sono passati da Bergamo. Nonostante ciò, il rapporto tra lui e il mister di Grugliasco non era assolutamente tutto rosa e fiori. Gasperini mirava ad avere giocatori già affermati per fare sempre il salto di qualità: la linea opposta di Giovanni. Mancanza di ambizione? Assolutamente no, il direttore non si limitava soltanto a prendere scommesse, ma anche a trovare delle pedine affermate (da Dani Olmo al rimpianto Trincao), trovando come unico limite soltanto il budget a disposizione.
Allora perché decidere di cambiare una macchina già automaticamente perfetta? Oltre al rapporto col mister già citato in precedenza, le motivazioni sono principalmente legate alla voglia di rinnovare quello che è lo spazio dedicato all’area tecnica: l’ingaggio di Lee Congerton (molto simile all’ex Chievo sul piano dello scouting) è già un segnale, ma si avrà una situazione molto più chiara verso la fine del campionato. Se l’Atalanta è ai piani alti il merito è anche suo: Gasperini è lo chef di questo ristorante stellato, ma è Sartori che gli fornisce dei prodotti di assoluta qualità, e riconoscerlo è un dato di fatto.
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