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Computer, scatta l’allarme sulle CPU: ecco perchè

         
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Una falla nel processore. E’ questo che sta creando il panico nell’ambiente informatico. Tutti i computer e i device prodotti negli ultimi 10 anni sono a rischio. I chip di Intel e AMD, nonché i microprocessori basati su architettura ARM, sono esposti a due vulnerabilità che rendono ogni macchina attaccabile. Questo porta ad un’unica conclusione: ogni dato presente su Pc, smartphone o tablet può essere preso di mira dagli hacker.

Una falla nel sistema

Un  ricercatore interno al progetto Google Project Zero,  Jann Horn ha scoperto le due vulnerabilità che mettono a rischio i computer di tutto il mondo. Queste sono state ribattezzate Meltdown e Spectre. E’ stato dimostrato come sia possibile accedere alla CPU di un dispositivo, sottraendo dati sensibili e password, attraverso una un’azione che serve per ottimizzare le prestazioni dei processori stessi. Attraverso questo sistema è anche possibile accedere alla memoria fisica delle macchine.  Questo problema si credeva inizialmente circoscritto solo ai sistemi Intel. Ricerche successive hanno invece, dimostrato che la falla è propria di tutti i sistemi operativi.
Per la precisione, tutti i processori prodotti da Intel dal 1995 ad oggi (ad eccezione dei modelli Intel Itanium e Intel Atom precedenti al 2013) sono soggette alla vulnerabilità Meltdown. La vulnerabilità chiamata Spectre appartiene, invece, a tutti i processori prodotti da Intel, ARM e AMD.

Computer: cosa bisogna attendersi

Il problema non è a livello di software, ma di hardware e riguarda il modo in cui tutte le CPU sono state pensate e progettate. Riuscire a risolvere il problema non sarà facile. Se l’anomalia Meltdown può essere arginata con un aggiornamento lato software, diverso è il caso di quello denominato Spectre. Qui non esistono soluzioni. Da più parti il pericolo viene minimizzato poichè, si afferma, si tratti di una falla difficile da sfruttare. Ci si può fidare, però, di quanto viene detto? L’impressione è che un problema ci sia e che si tenti di ignorarolo

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24