prove dell'udito in un bimbo

Sordità nei bambini, come scoprirla

         
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L’ultima Giornata Mondiale dell’Udito ha messo ancora una volta in luce l’importanza di sentirci bene. Vale per tutte le età, ma in modo particolare nei più piccoli. La sordità dei bambini infatti è un ostacolo all’apprendimento e alla socializzazione. Per questo è essenziale, soprattutto in presenza di casi di ipoacusia in famiglia, effettuare al più presto i test per scoprire la sordità nei bambini. Individuare un eventuale deficit uditivo in età precoce significa intervenire subito.

 

La sordità nei bambini cause, è spesso congenita?

Secondo gli esperti, circa la metà dei casi di sordità nei bambini è genetica, ossia trasmessa da uno dei genitori. I piccoli con un solo genitore con ipoacusia hanno il 15% di possibilità in più rispetto agli altri di soffrirne a loro volta. Se sia la mamma sia il papà sono sordi il rischio aumenta al 25%. Molte coppie formate da due non udenti mettono al mondo bambini perfettamente sani, ma se ci sono casi in famiglia è bene che il neonato effettui entro il sesto mese specifici test per la diagnosi precoce. Forma di sordità o di altri tipi di danni uditivi diagnosticati in tempo, possono essere risolti con un impianto cocleare o con l’uso di apparecchi acustici. L’intervento del logopedista permette al bambino un normale sviluppo del linguaggio, quindi una regolare vita sociale e scolastica.

Un’altra causa di sordità nei bambini, oggi in realtà piuttosto rara grazie ai controlli in gravidanza, è la sofferenza fetale durante il parto. Se il bimbo non riesce a passare con sufficiente rapidità attraverso il canale dell’utero e resta momentaneamente privo di ossigeno, i centri uditivi e nervosi possono subire danni. Altri fattori di rischio per l’udito, sempre durante la gestazione, sono infezioni da parte di virus e batteri che portano malattie come morbillo, varicella, rosolia, Herpes zoster, Cytomegalovirus e altre. Questi germi riescono a superare la barriera protettiva della placenta e all’inizio della gestazione, quando gli organi si stanno formando, possono danneggiare lo sviluppo delle capacità uditive. Per questo è consigliato vaccinarsi e, se non è possibile, osservare precauzioni di tipo igienico-sanitario.

 

Ipoacusia nei bambini, a volte l’otite causa sordità

L’otite media, un’infezione batterica del timpano, colpisce fino all’85% dei bimbi sotto i 2 anni e può causare sordità. Normalmente il calo dell’udito è temporaneo perché il bimbo, seguendo le indicazioni del pediatra, va incontro a guarigione. Otiti medie ravvicinate o trascurate perché i genitori sottovalutano i sintomi possono causare deficit uditivo. Le infiammazioni prolungate e trascurate rendono la trasmissione dei suoni meno attiva in modo permanente. È quindi importante non sottovalutare i sintomi e portare il bambino alla visita. Non si devono proporre al bambino medicinali di propria iniziativa se non lo suggerisce il pediatra.

Alcuni medicinali possono predisporre a deficit uditivi. Nel caso degli antibiotici, pur efficaci contro l’otite, alcune categorie sono dannose. È il caso di streptomicina, neomicina, gentamicina e kanamicina che sono “ototossici”, in grado cioè di causare ronzii, acufeni, fino a forme di sordità. Attenzione anche all’abuso di aspirina e di altri medicinali impiegati contro febbre e dolori. Per evitare rischi, è bene seguire sempre il consiglio del pediatra e attenersi ai dosaggi indicati.

 

Ipoacusia nei bambini quali sono i sintomi e gli esami per individuare la sordità nei bambini?

Nei centri di maternità, i bambini che presentano fattori di rischio oppure che sono nati prematuri effettuano uno screening uditivo poche ore dopo la nascita. È un test rapido, non invasivo e molto preciso che studia lo stato di salute delle cellule ciliate della coclea, responsabili della trasmissione uditiva. Si esegue attraverso un piccolo computer collegato con una sonda di gomma posizionata nell’orecchio esterno. Se il test non esclude del tutto un deficit uditivo, si ripete il test qualche settimana dopo. In caso di sordità o ipoacusia, bambino e famiglia vengono indirizzati a centri specialistici per valutazioni di secondo e terzo livello. Un’eventuale sordità nei bambini individuata entro l’anno d’età ha migliori possibilità di recupero: ecco perché è fondamentale lo screening uditivo alla nascita.

Anche i genitori possono capire se il loro figlio ha deficit di udito. Se reagisce ai suoni improvvisi e fastidiosi o volta la testa nella direzione da cui proviene una voce, non dovrebbe avere problemi. È importante poi osservare come si comporta in presenza di suoni più lievi, come la “s” sussurrata a bassa voce prima vicino a un orecchio, poi all’altro. Meglio sottoporre il piccolo a una visita specialistica se non reagisce ai suoni anche di una certa intensità e se, con il passare del tempo, non risponde quando viene chiamato e ha seri ritardi nel linguaggio e nell’apprendimento.

Autore dell'articolo: Roberta Raviolo