Mattoni di Scienza: il Mario Negri lancia un nuovo laboratorio per migliorare i trapianti senza farmaci antirigetto
La sfida dei trapianti e il ruolo dell’Istituto Mario Negri
Il trapianto di organi rappresenta spesso l’unica speranza di vita per migliaia di pazienti con insufficienza d’organo. Nel 2024, secondo i dati del Centro Nazionale Trapianti, in Italia sono stati effettuati 2.393 trapianti di rene, 1.732 di fegato e 418 di cuore.
Tuttavia, dopo l’intervento, la vita dei pazienti è fortemente condizionata dall’assunzione di farmaci immunosoppressori, indispensabili per evitare il rigetto ma associati a gravi effetti collaterali come infezioni, diabete, problemi cardiovascolari e un aumento del rischio di tumori.
La campagna “Mattoni di Scienza” per un laboratorio all’avanguardia
Per superare questi limiti, l’Istituto Mario Negri di Bergamo ha avviato la raccolta fondi “Mattoni di Scienza”, ospitata sulla piattaforma ideaginger.it. L’obiettivo è finanziare un nuovo laboratorio di immunologia del trapianto, che nascerà nel 2026 presso il Centro Astori all’interno del Parco Scientifico Kilometro Rosso.
Grazie al crowdfunding, sono già stati raccolti fondi sufficienti per dotare il laboratorio di una parete attrezzata con banconi, cappa a flusso laminare e freezer per la conservazione dei campioni. Le donazioni, aperte fino al 31 ottobre, consentiranno di allestire ulteriori spazi e strumenti.
Dalle cellule staminali alla nanomedicina: le nuove frontiere della ricerca
Il laboratorio sarà il fulcro delle ricerche sui trapianti senza farmaci anti-rigetto. Gli scienziati del Mario Negri lavorano da oltre 15 anni a terapie innovative che puntano a rendere la cura definitiva e priva di effetti collaterali.
Un primo traguardo è già stato raggiunto: alcuni pazienti vivono senza farmaci grazie a una terapia sperimentale basata su cellule staminali. Parallelamente, il team studia soluzioni di nanomedicina per “educare” il sistema immunitario a non colpire l’organo trapiantato.
Come ha spiegato la ricercatrice Jessica Reichert:
“Il nostro obiettivo è aiutare il corpo a riconoscere l’organo trapiantato non come un nemico, ma come parte di sé stesso”.
Collaborazione tra scienziati e clinici per trapianti più sicuri
Le attività del laboratorio saranno portate avanti in sinergia con i medici e i chirurghi dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, partner storico dell’Istituto Mario Negri dagli anni ’90.
Il direttore del progetto, Josh Madin, ha sottolineato:
“Ogni scoperta deve essere rapidamente trasferibile nella pratica clinica, per dare benefici immediati ai pazienti”.
Una ricerca al servizio della comunità
La nuova struttura punta a due obiettivi chiave:
-
garantire la sopravvivenza dell’organo trapiantato senza farmaci immunosoppressori;
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migliorare l’efficacia e la sicurezza dei trapianti, perfezionando le tecniche chirurgiche e le pratiche cliniche.
Il progetto è sostenuto anche dalla Bcc Bergamasca e Orobica, nell’ambito dell’iniziativa “Insieme riconosciamo il valore”. Tutte le donazioni, da privati o aziende, sono deducibili al 100%, offrendo un incentivo concreto alla partecipazione collettiva.
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