Viaggiando tra luce e ombra con Davide Groppi

Viaggiando tra luce e ombra con Davide Groppi

Per chi ha anche solo visto di sfuggita le lampade di Davide Groppi, avrà notato la sinergia e la tensione che i suoi prodotti di design sono capaci di creare tra luce e ombra. Due elementi contrapposti, due poli, che si attirano e si respingono in un gioco che soffonde illuminazione. Soffondere è la parola giusta perché i giochi di luce creati dalle lampade di Davide Groppi sono tenui, smorzano l’ombra creando un ambiente soft e caldo. L’unione con l’ambiente e la fusione con esso è l’altro elemento ricorrente delle produzioni firmate dal noto designer italiano. Gli elementi di Davide Groppi si inseriscono nell’arredamento, diventando parte integrante e regalando ogni volta un messaggio speciale, diverso. Come la Tetatet, una lampada che, come ben descritto sul sito Casa delle Lampadine, “può sostituire la candela per ricreare la stessa atmosfera romantica grazie alla sua luce soffusa e ad una linea sobria che la rendono perfetta per ogni ambiente”. Questa tipologia di illuminazione ha infatti trovato posto in un ristorante molto particolare del veronese. È uno dei locali storici d’Italia e il motivo è semplice, le mura in cui si trova il 12 Apostoli (questo il nome del ristorante) affondano le loro origini nel 1700. Nel locale si respira quel legame e quella continuazione col passato, unita in un contrasto armonioso con il moderno. È proprio in questo frangente che una lampada come la Tetatet trova il suo posto, a metà fra candela e punto di luce contraddistinto dal suo stile minimal ed elegante. È nuovamente il contrasto che di recente ha portato l’oriental bistrot dei Navigli, Huan, a scegliere un’altra opera molto amata del designer nostrano. Si parla della lampada Sampei, così flessuosa, lunga e leggera da ricordare la canna di bambù usata come canna da pesca dal famoso protagonista dell’anime giapponese. Lo stelo lungo e sottile crea una luce che si diffonde dolcemente dall’alto, ed è proprio questa la morbidezza ricercata per attenuare i contrasti dell’unione di un’offerta gastronomica orientale a un arredamento occidentale, che si rifà a complementi vintage arricchiti di contrastanti colori in sintonia tra loro. Anche se il viaggio di Davide Groppi nel corso degli anni è mutato. Il contrasto fra luce e ombra ha coinvolto un altro elemento: i fili elettrici. Le sue ultime creazioni sono quindi degli oggetti unici, soprattutto in virtù della loro libertà dalla presa elettrica. Sono degli oggetti, come la lampada Bugia, che si privano del cavo elettrico per far fronte a un’illuminazione che possa arricchire ogni angolo dello spazio. È così che i lavori del designer nostrano entrano ancora più in sintonia con l’ambiente circostante, liberandosi dei fili e dei legami che ne limitano “i movimenti”, le lampade prendono vita, nei luoghi dove più c’è bisogno di portare quella luce che tenuamente taglia il buio infondendo quell’illuminazione inconfondibile che porta la firma di Davide Groppi. È proprio questo il messaggio che ha voluto trasmettere con le sue installazioni esibite alla Milano Design Week di aprile 2018, installazioni che hanno mantenuto fede alle sue parole chiave, quali illuminazione, semplicità ed emozione.

Condividi Articolo:

Passione sfrenata per tutto ciò che è tecnologico utente di lungo corso Android e sostenitore di tutto ciò che è open-source e collateralmente amante del mondo Linux. Amante della formula uno e appassionato dell'occulto. Sono appassionato di oroscopo mi piace andare a vedere cosa dicono le stelle quotidianamente.