Wedding tourism, fenomeno in crescita

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Cresce, in Italia, il fenomeno del wedding tourism. Il Belpaese, infatti, è sempre più nel mirino delle coppie straniere che decidono di sporsi all’estero, incorniciando nelle foto del matrimonio scenari da favola. Un business importante che viene affidato alle sapienti mani di wedding planner e agenzie di incoming, capaci di realizzare l’evento perfetto, indimenticabile. L’attenzione al dettaglio è l’elemento che caratterizza il successo di questi eventi speciali. Dalla scelta delle partecipazioni matrimonio on line, che consente di ottenere risultati di grande qualità a costi competitivi (oltre a facilitare il dialogo con sposi non italiani), come testimonia l’esperienza del portale NaraBomboniere, alla confettata, il wedding planner deve sempre avere tutto sotto controllo.

I dati

Nel 2017 il mercato del wedding tourism, secondo dati elaborati da JFC, società di consulenza e marketing territoriale, ha fatto registrare un valore pari a 385 milioni e 830 mila euro. Paese che vai, idea di matrimonio che trovi. Le rilevazioni, infatti, fanno emergere le differenze, spesso anche marcate, tra le diverse idee alla base di un matrimonio “all’italiana”. Per gli sposi provenienti da Stati Uniti e Regno Unito, infatti, il matrimonio in Italia si traduce presto in una grande festa, indimenticabile. Puntano sull’eleganza, invece, i popoli scandinavi e gli sposi tedeschi. Roma è lo scenario imperdibile per le coppie pronte a convolare a nozze, provenienti dal Libano.

Gli scenari per le nozze

Perché Roma? A spiegarlo è una wedding planner libanese, tra le più affermate, Micheline Diab, che ha realizzato il Giritaly, il portale di riferimento per gli sposi del suo Paese. “Roma è una delle mete elette dagli sposi libanesi per la sua bellezza e la sua comodità – spiega Diab -. Beirut e la Capitale italiana sono collegati, quotidianamente, da due voli. In sole tre ore è possibile fare festa con amici e parenti”. La Costiera Amalfitana e Venezia ottengono sempre un grande successo di pubblico, sono il grande classico che non tramonta mai. Come rinunciare a foto spettacolari dal Belvedere di Ravello? O al fascino dei canali attraversati dalle romantiche gondole?

I clienti più difficili

Gli sposi libanesi, tra l’altro, sono tra i clienti più semplici da soddisfare, chi sceglie di sposarsi in Italia, infatti, sceglie anche di adottare uno stile del tutto italiano, con un pranzo di nozze basato proprio sul gusto della cucina made in Italy. Anzi, il più delle volte, il giorno del matrimonio è preceduto da un Pizza Party. Tutt’altro discorso, invece, va fatto con gli sposi indiani. Sono proprio loro i clienti più difficili da soddisfare. Non è solo difficile gestire le distanze fisiche ma anche le richieste che non lasciano spazio a cambiamenti ma che richiedono una trasposizione su scenari italiani di matrimoni in stile Bollywood. E allora sì allo sfarzo e a numeri importanti per gli ospiti, che arrivano anche a toccare le 600 unità. L’elemento più critico resta il menu, nel matrimonio indiano è fondamentale la cucina indiana, non c’è spazio per l’innovazione e il menu tricolore.

Quando gli sposi arrivano dall’Europa

Ma l’Italia è sempre più un riferimento anche per gli sposi provenienti da altri Paesi europei. Due gli elementi a cui prestano la massima attenzione: il cibo e la buona musica. Gli irlandesi, ad esempio, richiedono uno sforzo importante verso la qualità. Sì al cibo italiano ma solo se di qualità eccellenze, con un sottile richiamo alla familiarità, un gusto non del tutto nuovo, un nome capace di evocare ricordi felici. E allora via libera alla pasta, soprattutto se si porta in tavola una ricca lasagna, un piatto di tagliatelle o dei ravioli. La playlist perfetta, poi, vede l’incontro tra i grandi successi internazionali e le più note canzoni del panorama della musica leggera italiana. Su tutte, “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno.

 
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Autore dell'articolo: Gianluca Bottiglieri