Aborto: domani in piazza a Verona.

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Aborto. A seguito della mozione antiabortista proposta dalla lega e approvata il 5 ottobre a Verona, le donne del PD sono in rivolta.

In sintesi sono previsti i fondi per le associazioni antiabortiste.

La legge passa con la totale approvazione del capogruppo PD Carla Padovani. Definisce Verona “città della vita” e fa infuriare le colleghe Valeria Fedeli, senatrice e Alessia Rotta vicecapogruppo della Camera.

La senatrice e la capogruppo, chiedono a gran voce le dimissioni della Padovani.

Lo stato di agitazione è forte. Domani 13 ottobre a Verona Le donne scenderanno in piazza. Con il movimento “Non una di meno”;  le attiviste del movimento si muoveranno contro la mozione.

Aborto. Come si sono svolti i fatti e il perché delle critiche alla legge 194.

Il 5 Ottobre 2018, a 40 anni dalla legge 194, viene approvata la proposta della Lega sui finanziamenti alle associazioni cattoliche.

Queste hanno l’obiettivo di promuovere, grazie anche alle sovvenzioni, iniziative contro l’aborto.

La Capogruppo del PD Carla Padovani, con un “OK” secco,  approva la mozione. Ed è bufera.

Nota già in passato, per essersi fatta togliere dal video di un unione civile gay, La Padovani (attivista cattolica), fa piovere su di se le critiche.

Le contestazioni del suo stesso partito, sono arrivate velocissime.

Da Maurizio Martina ad Emma Bonino, non sono mancate le repliche.

Il primo a rispondere è Maurizio Martina, segretario del PD che, definendo la questione ai vertici del Medioevo, contesta aspramente la legge.

Per Martina la L.194, approvata nel 1978 non va toccata e pretende chiarezza.

La difesa delle donne, sostiene il segretario è di una maternità consapevole.  Non intende riportare il paese in un mondo arcaico dove proliferano aborti clandestini e morti ingiustificate.

Aggiunge come il PD lotta e lotterà per difendere la legge, una delle conquiste più alte del partito.

Emma Bonino, ex ministro degli affari esteri, fa un discorso più pragmatico. Considera importante che ognuno faccia le sue scelte ma, quando ci si muove contro una legge è un problema diverso.

Va bene, sostiene la Bonino, essere sovvenzionati per le proprie campagne ma una legge va rispettata finché c’è.

La Bonino sottolinea tranquillamente che in questo governo sono in pericolo molti diritti. La sua maggiore preoccupazione è questa: se un comune finanzia associazioni antiabortiste, un problema di fondo è tornare a discriminazioni sessuali e aborti clandestini.

A destare preoccupazione, ci sono anche le recenti dichiarazioni del Papa.

Il pontefice, sostiene che l’Aborto è uguale a uccidere ed è come “far fuori qualcuno”.

L’Aborto, la storia e il perché non si può negoziare.

Tutti sanno che l’aborto corrisponde all’interruzione della gravidanza. Corrisponde, nella fattispecie alla rimozione del feto o dell’embrione.

Ma l’interruzione di gravidanza è principalmente eseguita in tre modi differenti.

  • SPONTANEO quando il feto subisce un’espulsione volontaria. L’embrione, nel primo trimestre di gestazione, per varie cause, viene espulso naturalmente. In questi casi si parla di “nato morto”( se il feto muore nel grembo materno). Oppure “parto prematuro” se, alla 37esima settimana il feto nasce privo di vita.
  • FARMACOLOGICO quando l’interruzione di gravidanza è indotta da farmaci. I farmaci abortivi sono entrati in vigore dagli anni ’70. In teoria deve essere eseguito da medici professionisti.
  • CHIRURGICO quando, entro la 15esima settimana di gestazione, il medico chirurgo provvede alla rimozione del feto.

L’Associazione Mondiale della Sanità, raccomanda altamente che sia disponibile l’aborto legale sicuro e assistito per ogni donna.

Dal 2008, con l’inserimento educativo familiare e con la prevenzione, il 40% delle donne ha avuto accesso all’aborto in tutto il mondo. Ma bisogna considerare che l’aborto in alcuni paesi è legale solo in alcuni casi .

Stupro, malformazioni del feto, povertà rischio di vita e incesto. Queste le principali.

Un po’ di numeri.

Ogni anno, aborti non sicuri portano circa 47000 morti oltre i 5 milioni di ricoveri ospedalieri spesso gravi.

In tutto il mondo, su un totale di 44 milioni di aborti indotti circa la metà sono illegali.

Nello specifico, ogni anno su 205 milioni di gravidanze, un terzo non sono desiderate.

Dall’approvazione della legge nel 1978, sono stati registrati ad oggi 5.814.635 interruzioni di gravidanza volontaria.

Domani 13 Ottobre 2018 a Verona, scendono in campo le attiviste “Non una di meno”.

Vestite da ancelle, le attiviste “non una di meno” scendono in piazza domani 13 ottobre contro la mozione leghista antiabortista.

Le ancelle di  Verona, si ispirano al romanzo di Margaret Atwood:  “Handmaid’s Tale”, che affronta il tema della sottomissione della donna. E i mezzi che la politica usa per asservire il corpo femminile e le sue funzioni riproduttive ai propri scopi.

Scendono in piazza per la difesa della legge. Ma soprattutto per i diritti delle donne. L’obiettivo è anche quello di sostenere l’educazione sessuale nelle scuole. Con essa la contraccezione gratuita e i consultori pubblici.

Le pratiche clandestine, gli obiettori di coscienza e molti consultori chiusi, contribuiscono ogni anno a morti per setticemia e infezioni. Tutto questo vissuto con grande dolore morale e fisico.

A difendere la legge 194 anche la LAIGA (libera associazione ginecologi per l’applicazione della 194).

Il piano di lavoro mira a contrastare principalmente il regresso dei diritti civili del Governo gialloverde.

Fonte Immagine.

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24

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