Audizione del ministro Di Maio sul Bilancio 2021

Audizione del ministro Di Maio sul Bilancio 2021

         
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ROMA – Audizione del ministro Di Maio sul Bilancio 2021. Giovedì 26 novembre le Commissioni riunite Esteri di Camera e Senato svolgeranno l’audizione del Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale sui profili di competenza contenuti nel disegno di legge recante il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e il Bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023.

Proprio così. L’appuntamento sarà trasmesso in diretta web tv, a partire dalle ore 13, presso la Nuova Aula dei Gruppi parlamentari, al termine delle votazioni antimeridiane dell’Assemblea nell’aula della Commissione Affari sociali. E non è tutto.

Audizione del ministro Di Maio sul Bilancio 2021

Sergio Silvestrini, segretario generale della Cna, nell’audizione davanti alle Commissioni bilancio di Camera e Senato ha osservato che il disegno di Legge di Bilancio destina ingenti risorse al contrasto degli effetti del Covid sulla nostra economia, ma è difficile individuare nella manovra per il 2021 un chiaro indirizzo di crescita per l’Italia. Silvestrini ha poi sottolineato:

“Riaffiora l’antico vizio di frammentare in troppi rivoli i 38 miliardi della manovra che si disperdono in tanti nuovi fondi di scarso effetto moltiplicatore sulla crescita”.

Per Cna è necessaria un’accelerazione del piano nazionale per l’utilizzo del Next Generation EU. Tuttavia nella Legge di Bilancio l’unico riferimento è l’istituzione di un fondo di rotazione per anticipare i contributi attesi dall’Unione Europea. Eh già. Nel merito delle misure previste, Silvestrini apprezza le nuove risorse per i contributi a fondo perduto rinnovando la richiesta di modificare i meccanismi ed i criteri di erogazione, superando i codici Ateco e prendendo a riferimento solo l’andamento del fatturato.

Elementi positivi sono anche la proroga della moratoria e il potenziamento del Fondo di garanzia. Ma sul tema dell’accesso al credito “c’è la fortissima preoccupazione per gli effetti di alcune regole europee definite ben prima della pandemia”. Non solo. Cna chiede un intervento urgente al Governo presso le istituzioni europee per sospendere le norme comunitarie sul calendar provisioning. Staremo a vedere.

Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24