Bandersnatch, il film tratto da Black Mirror

         
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Bandersnatch è un film interattivo dal 28 dicembre su Netflix, tratto dalla serie Black Mirror. Scritto da Charlie Brooker e diretto da David Slade, ha come protagonista il giovane Fionn Whitehead, già visto in Dunkirk. La storia sta facendo già discutere parecchio, soprattutto per come viene proposta allo spettatore. Durante il film viene messo di continuo davanti a un bivio e dovrà scegliere come far proseguire la trama.

L’interattività di Bandersnatch

Bandersnatch avrebbe attirato comunque l’attenzione. Si tratta infatti del primo film (a sorpresa) tratto da una serie di successo come Black Mirror. La novità sostanziale però è l’impatto che avrà nella fruizione della tv grazie alla tecnologia.

Netflix aveva già tentato un esperimento simile con una serie per bambini, ma qui la difficoltà è più alta. Guardando Bandersnatch ci si trova di continuo a dover fare scelte, arrivando ad almeno cinque finali diversi. A seconda della preferenza dello spettatore, l’episodio varia poi dai 40 minuti fino alle due ore.

Una storia ambientata negli anni ‘80

La trama è semplice. Nel 1984 il giovane Stefan Butler è un programmatore che legge un libro in cui il lettore decide come far proseguire la storia. Lo affascina al punto che vorrebbe creare una versione degli episodi sotto forma di videogioco. Ma la faccenda si complica. Negli anni ’80 la tecnologia ancora non è sviluppata per questo genere di progetto. E poi il passato di Stefan sembra essere intrecciato in qualche modo alla trama del libro. Dopo solo due settimane di lavoro al videogioco, non riesce più a distinguere il vero dal falso.

Ovviamente Bandersnatch rende la vita difficile a chi ama gli spoiler, perché il finale non può essere univoco. Lo spettatore deve scegliere cosa far mangiare a Stefan a colazione e poi man mano prendere decisioni sempre più importanti. Per stabilire quale delle due alternative privilegiare, si hanno a disposizione solo pochi secondi. Se si preferisce non farlo, sarà la storia a decidere per conto proprio. Anche in caso di ripensamento, lo spettatore può tornare indietro e cambiare decisione per arrivare a un finale diverso.

Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24