Boniek sulla Juventus: “Vinceva le partite usando i propri dirigenti. Mi hanno negato la stella, Agnelli…”

         
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L’ex calciatore della Juventus e della nazionale polacca, Zibì Boniek, nel corso di un’intervista rilasciata per “Il Messaggero” ha affrontato diversi temi parlando del calcio ai suoi tempi passando per Maradona e per poi finire sulla Juventus. Ecco alcuni spunti della sua intervista.

 

SUL CALCIO: “Il calcio dei miei tempi? Era un altro calcio, un’altra atmosfera. Ora non è più così. Erano campioni veri. Oggi un buon giocatore lo trasformi in campione in qualche anno… Oggi è tutto frenetico, non ti risponde al telefono nemmeno il procuratore di un giocatore”.

SU MARADONA: “Sorrido quando si paragona un campione di oggi a Maradona. Diego giocava con un uomo addosso per novanta minuti, i difensori erano tosti. Noi avevamo fisici da atleti dei 1500, eravamo più resistenti. Oggi sono tutti centometristi, si gioca in spazi più stretti”.

SULLA JUVENTUS: “Non ho mai parlato male della Juve, anche a loro chiedo: portatemi un articolo o una registrazione in cui lo faccio. Ho fatto delle critiche, anzi, constatazioni: ho detto che non mi piaceva che la Juve usasse i propri dirigenti per vincere le partite. E lo confermo. Ma Andrea Agnelli si è fatto influenzare da certi balordi, mi hanno negato la stella”.

Autore dell'articolo: Gaetano Masiello