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ChatGPT bloccato in Italia: i motivi

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ChatGPT, l’intelligenza artificiale di OpenAI utilizzata da Microsoft per rivoluzionare l’assistente Bing, è stato bloccato in Italia dal Garante della privacy. Scopriamo i motivi di questa decisione e le possibili conseguenze a livello politico e internazionale.

Le ragioni del blocco

Il Garante della privacy italiano ha disposto la limitazione provvisoria del trattamento dei dati degli utenti italiani nei confronti di OpenAI, la società statunitense che ha sviluppato e gestisce ChatGPT. Tra i motivi che hanno portato a questa decisione ci sono:

  • mancanza di informativa agli utenti sui loro dati raccolti da OpenAI
  • assenza di base giuridica per la raccolta e conservazione massiccia di dati personali allo scopo di “addestrare” gli algoritmi sottesi al funzionamento della piattaforma
  • risposte di ChatGPT non sempre corrispondenti al dato reale, determinando un trattamento di dati personali inesatto
  • mancanza di filtri per la verifica dell’età degli utenti nonostante il servizio sia rivolto agli over 13

OpenAI ha tempo 20 giorni per rispondere al Garante indicando le misure adottate per ovviare a queste mancanze. Rischia una multa di 20 milioni di euro o pari al 4% del fatturato globale annuo.

Reazioni politiche in Italia

Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha contestato la decisione del Garante della Privacy, dichiarandosi contro “ogni censura e per il libero pensiero”. Salvini sostiene che il blocco di ChatGPT sia sproporzionato e favorisca i concorrenti di Microsoft, che non hanno subito lo stesso trattamento. Il ministro dei Trasporti si dice d’accordo nel “controllare e regolamentare attraverso una collaborazione internazionale tra regolatori e legislatori”, ma ricorda che “ogni rivoluzione tecnologica comporta grandi cambiamenti, rischi e opportunità”.

Il paragone con Cina e Paesi privi di libertà

Salvini afferma che non bisogna essere ipocriti, in quanto problematiche legate alla privacy riguardano praticamente tutti i servizi online. Secondo lui, non è accettabile che in Italia, patria di Galileo, Marconi e Olivetti, si debba prendere in considerazione di usare una VPN per superare un blocco come avviene in Cina e nei Paesi privi di libertà. Il ministro spera in un rapido cambiamento e il ripristino dell’accesso al servizio, alla luce anche della disponibilità dei produttori di ChatGPT a chiarire gli appunti sollevati dal Garante italiano.

ChatGPT blocco, possibili conseguenze internazionali

Il blocco di ChatGPT in Italia potrebbe avere ripercussioni anche a livello internazionale. Negli Stati Uniti, l’organizzazione non profit Center for AI and Digital Policy (CAIDP) ha presentato un reclamo ufficiale alla FTC (Federal Trade Commission), chiedendo lo stop allo sviluppo del chatbot da parte di OpenAI.

Violazione delle linee guida della FTC

Secondo il CAIDP, ChatGPT rappresenta una minaccia alla privacy dei cittadini ed un pericolo per la sicurezza pubblica. L’organizzazione sostiene che il chatbot violerebbe le linee guida della FTC riguardo l’intelligenza artificiale, secondo cui l’AI deve essere “trasparente, spiegabile, giusta ed empiricamente valida”. GPT-4 di OpenAI non soddisferebbe nessuno di questi requisiti. La richiesta del CAIDP è di fermare lo sviluppo dei modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) in attesa di regole più certe che soddisfino i requisiti della FTC.

Resta da capire se la Federal Trade Commission accetterà o meno tale richiesta. La partita è del tutto aperta, considerando che la presidente della FTC, Lina Khan, ha recentemente espresso preoccupazione in merito al corretto funzionamento del mercato dell’AI, che rischia di restare nelle mani di poche grandi aziende pronte a creare divario ed innalzare barriere per impedire alla concorrenza di competere liberamente.

In conclusione, il blocco di ChatGPT in Italia solleva importanti questioni relative alla privacy e alla regolamentazione dell’intelligenza artificiale. Mentre la decisione del Garante della privacy italiano ha generato dibattito politico in Italia, le possibili ripercussioni internazionali potrebbero portare a un’ampia discussione sulla gestione e il controllo delle nuove tecnologie nel rispetto della privacy e delle normative vigenti.

 

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Autore dell'articolo: Cesare Di Simone

Passione sfrenata per tutto ciò che è tecnologico utente di lungo corso Android e sostenitore di tutto ciò che è open-source e collateralmente amante del mondo Linux. Amante della formula uno e appassionato dell'occulto. Sono appassionato di oroscopo mi piace andare a vedere cosa dicono le stelle quotidianamente.