Como si divide su una norma anti degrado del sindaco
Il sindaco di Como, Mario Landriscina, ha recentemente firmato una norma anti degrado che fa discutere. Più che la normativa in sè, è la sua applicabilità che non piace. In particolare, il modo in cui vengono trattati i clochard. La vicenda ha scatenato numerose proteste da parte delle associazioni.
Il sindaco e la norma anti-clochard
Mario Landriscina è un medico, fondatore del 118 comasco. E’ stato eletto sindaco di Como nel giugno di quest’anno con Forza Italia, Lega e Fdi e si è fatto promotore di una legge che fa discutere. Di fatto, la norma anti degrado che ha approvato, ha avuto “effetti collaterali”. I vigili di Como, infatti, alcuni giorni fa hanno allontanato i volontari che da sette anni portano latte caldo e biscotti per strada ai senzatetto. Il gruppo è stato invitato a svolgere il proprio operato in un’altra via per evitare che la distribuzione delle colazioni portasse ad un bivacco.
Finora l’applicazione della legge ha portato a diverse multe e sequestri, ma è quest’ultimo atto che è finito sotto la lente d’ingrandimento.
Il sindaco si difende
Il sindaco di Como ha esplicitamente difeso la sua legge, affermando si essere pronto a dimettersi se i cittadini glielo chiederanno. Le polemiche però, continuano a fioccare, non ultima quella con il direttore della Caritas, Roberto Bernasconi. Quest’ultimo ha chiesto al sindaco “un passo indietro sull’ordinanza e magari accolga queste persone perché riescano a vivere almeno un Natale dignitoso. Noi lo faremo, accogliendo i senza dimora il giorno di Natale, presso il Don Guanella”.
Intanto Sinistra Italiano sta raccogliendo le firme per un ricorso al presidente della Repubblica, per chiedere il ritiro dell’ordinanza.
Insomma: una vicenda al limite del surreale, dove, lo scopo primario, cioè la riqualificazione del centro cittadino, rischia di passare in secondo piano.
L’auspicio è che sindaco e associazioni trovino una soluzione comune che tuteli la città , ma senza lasciare al loro destino gli “invisibili”.
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