Paolo Crepet

Crepet su Sinner: “Mi piace perché lotta con i suoi demoni, nella vita capita di non farcela. Alcaraz pare abbia un sacco di ragazze perché con l’allenatore di prima…”

Paolo Crepet, ospite al “Tempo delle donne”, si sofferma sulle fragilità dei campioni e sulle pressioni che accompagnano la vita di un atleta. “Mi piace Sinner, mi è più simpatico perché lotta con i suoi demoni“, dice lo psichiatra e sociologo.

Crepet, che in passato ha giocato a tennis raggiungendo il livello C1, commenta il ritiro dell’azzurro al Roland Garros: “Lo sport ha ancora risposte molto maschili, quando si è ritirato sembrava una cosa eccezionale. Capita di ritirarsi nella vita, capita di non farcela. Non capisco questa visione che vorrebbe solo eroi che non cedono mai”, aggiunge, criticando anche il ruolo dei social: «Prima al bar si diceva ‘meglio se quel calciatore non avesse giocato’, ora tutti con i social lo dicono a tutti. I social hanno amplificato la bruttezza“.

Secondo Crepet, l’azzurro era arrivato agli appuntamenti di maggio dopo una prima parte di stagione giocata a ritmi altissimi: “Lui non era stato bene agli Internazionali di Roma“, osserva, aggiungendo che era arrivato ‘spremuto’ agli impegni successivi: “Una persona che lotta con i suoi demoni mi è più simpatica rispetto a chi pensa di poterli cancellare“, ribadisce.

Nel suo intervento, lo psichiatra parla anche di Carlos Alcaraz e del rapporto tra vita privata e rendimento sportivo. “Alcaraz pare abbia un sacco di ragazze perché con l’allenatore di prima non poteva. Si diverte di più, ma se ti diverti di più perdi di più. Ha appena perso“. (Us Open contro Shelton, n.d.r.). Poi richiamando una frase di Adriano Panatta, aggiunge: “Avrebbe potuto vincere di più, ma si sarebbe divertito di più? Secondo me, no“.

E conclude con una battuta: «”Se hai una ragazza, non vai a dormire alle 9.15 con una camomilla. A 25 anni puoi e devi goderti la vita, 40 anni dopo è più difficile“.

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