Deep Purple: durissima condanna contro l’aggressione russa in Ucraina

         
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Deep Purple in campo contro la guerra. La storica rock band britannica ha pubblicato un comunicato sui social per condannare l’invasione russa dell’Ucraina. Dopo i versi della loro celebre canzone Child In Time, ogni membro della band fa una dichiarazione di condanna contro la guerra che sta colpendo il paese ucraino.

La condanna dei Deep Purple

Il bassista Roger Glover ricorda come la band sia stata apolitica nel tempo ma non possono non condannare l’attacco di Putin contro l’Ucraina: “Siamo una band apolitica e non abbiamo mai avuto scopi politici. È stata sempre e solo musica”, scrive il musicista.

“Ma questi giorni son diversi e condanniamo l’esercito di Putin per le atrocità perpetrate verso uomini, donne e bambini innocenti in Ucraina. E ci scusiamo con i nostri fan russi e ucraini per la cancellazione dei concerti. Speriamo di poter tenere quegli show in futuro.”

Le parole di Don Airey e Ian Gillan

Il tastierista Don Airey ricorda il concerto dei Deep Purple al Teatro dell’Opera di Kharkiv: “Quello show fu memorabile, perché Ian Gillan indossò un tutù che aveva trovato nell’armadio di uno spogliatoio e si autoproclamava ‘Deep Purple in Frock’”, scrive il musicista. “Oggi invece è del tutto diverso. Ho appena scritto a Dmitri Medvedev, ex presidente e attuale capo del Consiglio di sicurezza russo. Gli ho ridato l’autografo che mi aveva fatto alla cena con i Deep Purple al Gorky Palace nel marzo del 2011. Ho fatto questo per protestare contro le sue dichiarazioni a seguito dell’invasione”.

Il cantante Ian Gillan afferma che non vedere più i fan russi per un po’ di tempo è un grande sacrificio e allo stesso tempo ricorda che tanti ucraini stanno morendo in questi giorni: “Mi piacerebbe vedere milioni di russi in strada che mostrano il loro disprezzo per l’invasione ucraina, e mi piacerebbe sognare che molto presto la Russia possa trovare una leadership moderna per ritornare come paese amico. Abbiamo molte cose in comune”.

“È criminale”

Duro il commento del batterista Ian Paice: “Ciò che sta accadendo è più che angosciante, è criminale e come tale va trattato”. L’artista condanna fortemente le mosse del presidente russo. “Spero che ciò porterà Putin alla sua definitiva rovina. Soltanto chi ragiona come nel XXI secolo potrà rimettere a posto le cose”:

Infine il chitarrista Steve Morse: “Ho sempre creduto che la musica dovrebbe essere come un linguaggio universale per essere apolitica e per andare oltre ogni confine”, scrive Morse. “Come cittadino di un paese molto divisa, una cosa su cui tutti sono d’accordo è questa: fermare questo attacco ad un paese che ha rinunciato in modo volontario alle proprie armi nucleari per soddisfare le grandi potenze. Fermati, abbassa le armi, torna indietro per aiutare gli altri sulla via del ritorno!”.

Autore dell'articolo: Alessio Bardelli