Immediato, forte aumento del PREU nel settore gioco

Che dire: nonostante gli “avvisi” dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, della Corte dei Conti e delle imprese di casino con bonus e del mondo del gioco d’azzardo abbiano richiamato l’attenzione del Governo relativamente a NON effettuare un aumento sul Preu sulle apparecchiature da intrattenimento, che siano new slot oppure Vlt -seppur in percentuale diversa, 1,5% le prime e 0,5% per le seconde- la manovra-bis metterà subito in atto quello che è il suo chiaro intendimento: l’aumento della tassazione, ancora una volta, sui giochi. E questo immediatamente senza attendere il mese di ottobre prossimo,i come era stato indicato dal Consiglio dei Ministri.

Quello per cui si attenderà l’autunno è l’aumento della tassazione sulle vincite superiori ai 500 milioni: un raddoppio dell’aliquota che passerebbe addirittura al 12% delle giocate. Questo almeno per ciò che concerne le videolottery che hanno necessità di un aggiornamento delle piattaforme, mentre per tutti gli altri giochi -bingo, lotterie ed altro- si è previsto lo stesso prelievo e l’entrata in vigore sarà immediata. Ah già, ci si stava dimenticando anche la tassazione sulle vincite del lotto, dove esisteva “da sempre” un prelievo pari al 6% che passerebbe invece all’8%. Una bella stangata su tutto il panorama ludico, non c’è che dire!
Certamente, ormai era acquisito che la manovra-bis sarebbe arrivata e si attendeva, ma si è abbattuta ugualmente come una “spada di Damocle” sulla testa dei giochi poiché anche la Corte dei Conti, che in prima analisi ne aveva sconsigliato l’attuarsi, nelle scorse ore -nell’audizione di fronte alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato relativamente al Def- aveva illustrato i contenuti del testo proprio mettendo in risalto gli aumenti “dedicati” al mondo del gioco pubblico, tabachi ed Iva, aumenti dedicati ad “accrescere la fedeltà fiscale”. Ci si permette, però, di dissentire dal parere della Corte dei Conti per quanto riguarda la “fedeltà fiscale” in quanto questa certamente non sarebbe “agevolata” dagli aumenti, anzi: secondo gli addetti ai lavori i rischi maggiori di questa “manovrina” sarebbero due.
Il primo, e su questo purtroppo non vi è ombra di dubbio, la chiusura di tanti migliori casino italiani ed il secondo -forse ancora più grave se fosse possibile- un forte riappropriarsi del mercato e del territorio da parte dell’illegalità. Persino l’Ufficio parlamentare di bilancio, di fronte alle commissioni bilancio sul Def, sembra manifesti la perplessità su questa scelta di aumento della tassazione sui giochi, sottolineando come “alcune parti della Legge Delega sono state attuate solo parzialmente”. E qui ci si riferisce, ad esempio, al riordino del settore dove sono stati realizzati solo interventi sulla modalità di tassazione, sulla maggiore controllabilità degli apparecchi da intrattenimento e sulla pubblicità: quest’ultima disciplinata secondo le linee indirizzate dall’Europa.
Queste asserzioni dell’Ufficio parlamentare di bilancio richiamano indubbiamente le raccomandazioni dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che si era espressa negativamente in modo assoluto relativamente al ritocco dell’aliquota fiscale, ritenendolo assolutamente pericoloso se non accompagnato, di pari passo, dal processo di riordino generale del settore: riordino e riforma che il Governo si era formalmente impegnato ad afrontare sia a livello politico che a livello istituzionale. Ma evidentemente gli “interessi di bilancio” e la dovuta “obbedienza” a Bruxelles sono più importanti degli interesse dei tanti cittadini italiani (operatori del gioco) che hanno investito nel prodotto di Stato e che così sono stati ricompensati.

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