Guida al ricorso in commissione tributaria
La vastità dell’ambito burocratico fa sì che possano sorgere diversi problemi a proposito di determinate procedure tipiche del mondo della burocrazia. Fortuna vuole che l’informatica venga in soccorso di avvocati e commercialisti per facilitare lo svolgimento del loro lavoro, con software che aiutano la gestione delle casistiche burocratiche.
È il caso del ricorso tributario, ovvero quel procedimento attraverso cui il contribuente ricorre per far valere i propri diritti in ambito tributario.
Generalità sul ricorso tributario
Partiamo da alcune definizioni, in modo da fare chiarezza sull’argomento. Come già anticipato, per “ricorso tributario” si intende il procedimento mediante il quale il contribuente fa valere le proprie ragioni qualora avesse notato errori o incongruenze relative ad un atto amministrativo emesso nei suoi confronti dall’amministrazione finanziaria.
Il contribuente ha tutto il diritto di effettuare ricorso, purché possa impugnare alcuni atti specifici senza i quali non è possibile procedere con l’operazione in questione. Sono diversi gli atti necessari che il soggetto deve presentare, ed è in questo frangente che l’avvocato o il commercialista si trova nella posizione di dover far fronte ad una moltitudine di documenti spesso complessi da gestire.
Ecco per quale motivo tornano utilissimi software per la gestione del contenzioso tributario in grado di aiutare i professionisti del settore. Una prima motivazione è data dalla grande quantità di atti che un avvocato deve tenere sotto controllo:
- atti relativi al catasto
- avvisi di mora
- documenti relativi all’ipoteca sugli immobili
- avvisi di accertamento dei tributi
- avvisi di liquidazione dei tributi
Insomma, tutti quegli atti di competenza della commissione tributaria e indicati all’articolo 19 del d.lgs. n. 546 del 1992. Già sin da ora si può ben comprendere la difficoltà nel far fronte a contenziosi tributari senza un ausilio esterno.
Caratteristiche specifiche del ricorso tributario
Proseguiamo nell’analisi del caso, osservando le altre funzioni dell’avvocato o del commercialista. Qualora il contribuente intendesse intraprendere la strada del contenzioso, egli dovrà spedire il Ricorso all’Ufficio di competenza, impugnando almeno uno degli atti indicati in precedenza (per l’elenco completo si consulti il decreto legislativo citato).
Il primo vincolo da rispettare riguarda gli atti che siano stati notificati dopo il 1° luglio 2012, all’interno dei quali viene trattato un importo minore di 50.000 euro. In questi casi, per evitare di entrare nell’ottica dell’improcedibilità il contribuente è tenuto a presentare un’istanza di reclamo o di mediazione all’Ufficio stesso che ha emanato l’atto contestato dal soggetto.
L’avvocato o il commercialista del soggetto ha quindi a che fare fin da subito con documenti di fondamentale importanza, il che lo porta a ricercare soluzioni in grado di favorire al meglio la gestione del caso.
Prima di entrare ancor più nel dettaglio, specifichiamo che al giorno d’oggi è possibile facilitare e rendere più rapido lo svolgimento delle pratiche in questione facendo riferimento a software e applicazioni di grande utilità per gli specialisti. In questo caso, un piccolo aiuto per i professionisti è dato da software come iContenzioso, grazie al quale è possibile tenere sotto controllo le procedure relative al contenzioso tributario con comodità e maggior facilità, sfruttando le potenzialità del cloud. Passiamo ora alle varie fasi che contraddistinguono il ricorso tributario.
Le fasi del ricorso tributario
Per prima cosa, specifichiamo che la giurisdizione in ambito tributario si suddivide in tre differenti gradi di giudizio: commissioni tributarie provinciali, commissioni tributarie regionali e Corte di cassazione, ognuna delle quali con competenze diverse a seconda di materia e territorio.
Una volta entrati nell’ottica del processo vero e proprio, il soggetto contribuente sarà obbligato ad avvalersi di un avvocato qualora l’oggetto del contenzioso superasse un valore economico di circa 2.500 euro. In queste fasi l’avvocato dovrà saper gestire il caso aiutando il proprio cliente nella presentazione della documentazione necessaria per procedere con il contenzioso.
Il processo può avere inizio solamente nel caso in cui il soggetto abbia presentato ricorso all’ente che ha emesso l’atto entro 60 giorni dal momento della notifica dell’atto interessato dal ricorso stesso. L’atto in questione dovrà presentare caratteristiche di idoneità legate ai dati anagrafici del contribuente e alle motivazioni che l’hanno spinto a richiedere il ricorso presso la commissione tributaria, pena l’impossibilità di procedere con l’operazione.
L’avvocato e il commercialista risulteranno nuovamente di fondamentale importanza, viste le capacità e l’esperienza nel settore. Il ricorrente dovrà inoltre comunicare il ricorso alla Commissione tributaria competente in questo caso le tempistiche sono di 30 giorni dal momento in cui è stato proposto il ricorso, arco di tempo nel quale il soggetto dovrà effettuare la costituzione in giudizio. Un altro documento che dovrà passare prima dalle mani dell’avvocato del soggetto stesso, così come ogni altro incartamento relativo al contenzioso. Infine, sarà compito del tribunale comunicare la data in cui verrà trattata la controversia, per poi attendere l’esito del verdetto attraverso la sentenza definitiva.
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