Stampa 3D: i pericoli legati alla stampa di armi semiautomatiche

         
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Dal lontano 1986, anno in cui il primo brevetto di Chuck Hill pone le basi per la futura arte della stampa 3D, i progressi in questo campo sono stati molteplici e significativi. Nel 2018, moltissime aziende utilizzano ormai stampanti 3D per creare dal nulla oggetti tridimensionali. Oggetti che possono essere utili a qualcosa o semplicemente di arredo, come per esempio lampade, portabicchieri, modelli architettonici o piccoli gadget come per esempio i portachiavi. La research and development corporation (RAND), tramite un articolo pubblicato di recente, denuncia i diversi pericoli legati ad un possibile uso scorretto di una stampante 3D.


I diversi usi della stampa 3D

Questa nuova arte, che ha preso piede in Italia e in Europa già da un po’ di tempo, è utile e applicata in diversi settori. Le stampanti tridimensionali, infatti, vengono utilizzate non solamente a casa, da privati, per creare e modellare accessori e oggettistica per la casa. Moltissime aziende e settori pubblici e privati si avvalgono di questo nuovo metodo di stampa per portare a termine progetti utili al lavoro e alla società.

Uno degli ambiti in cui nuove tecniche di stampa tridimensionale vengono applicate è sicuramente quello medico-dentistico. Nuovi apparecchi e impianti dentali vengono infatti realizzati tramite questa tecnica di stampa, permettendo a dentisti ed ortodontisti di risparmiare tempo e denaro.

Un altro ambito molto importante è sicuramente quello sulla gioielleria 3D, del quale potrete scoprire di più su SellTek.

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Le preoccupazioni per usi illeciti della stampa 3D

Cosa preoccupa di più aziende come la RAND Corporation? Il fatto che le stampanti possano essere utilizzate, in casa o nell’industria bellica, per produrre armi da fuoco e fucili semiautomatici. Questa situazione non farebbe che aumentare le probabilità che una delle più grandi piaghe dei giorni nostri si diffonda maggiormente. Militari, estremisti e criminali di strada potrebbero produrre, comodamente in casa, fucili e pistole semiautomatiche.

Un altro pericolo da non sottovalutare è quello della possibilità che le stampanti 3D industriali possano essere hackerate. La RAND Corporation dice che alcuni malintenzionati potrebbero addirittura inserire, di proposito, errori di progettazione nella stampa di importanti pezzi di aeroplani e altri oggetti militari avversari.

Il rischio di un’epidemia di stampa di armi è reale e potrebbe portare ad un aumento di sparatorie e morti.

Dal punto di vista economico, ciò potrebbe significare non dover più importare armi e strumenti militari, ma costruirli in casa, senza controlli e spese aggiuntive. Potrebbe ridursi lo scambio economico fra paesi e potrebbero sorgere o acuirsi conflitti sociali.

Quello che ci auguriamo è che i produttori di stampanti 3D e i governi comprendano al più presto i pericoli al quale siamo tutti quanti esposti. E ci auguriamo che attuino le dovute precauzioni.

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24