Circuiti elettrici in strutture

Circuiti elettrici in strutture in stampa 3D: grande novità

 

Circuiti elettrici in strutture in stampa 3D, si tratta una novità di fondamentale importanza. Questo nuovo tipo di combinazione tra circuiti elettrici e stampe 3D potrebbe rivoluzionare il campo tecnologico. Il motivo lo scopriremo a breve.

A quanto pare, alcuni ricercatori sono riusciti ad incorporare circuiti elettrici ad alte prestazioni all’interno di materiali plastici creati con la stampa 3D. Dunque, questo tipo di struttura potrebbe essere utilizzata per droni di dimensioni molto più piccole e versatili. Inoltre potrebbe essere utile anche per piccoli satelliti con prestazioni migliori, oppure per impianti biomedici e tecnologie intelligenti. Ma in che modo si è giunti a questa novità?

Circuiti elettrici in strutture in stampa 3D utilizzati per piccoli dispositivi

Molto “semplicemente”, i ricercatori hanno utilizzato impulsi di luce ad alta energia per fondere minuscoli fili d’argento, risultando in circuiti che conducono una quantità di elettricità 10 volte superiore rispetto allo stato dell’arte. Questo è quanto si evince dallo studio pubblicato sulla rivista Additive Manufacturing. Dunque, con un aumento della conducibilità di 10 volte, gli ingegneri sono stati in grado di ridurre il consumo di energia. Di conseguenza è stato possibile prolungare la durata dei dispositivi e aumentarne le prestazioni.

L’autore senior Rajiv Malhotra, assistente professore nel dipartimento di ingegneria meccanica e aerospaziale della School of Engineering alla Rutgers University, ha rilasciato alcune dichiarazioni. Ecco, di seguito, le sue parole: “La nostra innovazione mostra una notevole promessa per lo sviluppo di un’unità integrata – utilizzando la stampa 3D e intensi impulsi di luce per fondere nanoparticelle d’argento – per l’elettronica”.

Dunque, incorporare interconnessioni elettriche all’interno di strutture stampate in 3D fatte di polimeri o materie plastiche può creare nuovi paradigmi. Questi potrebbero essere utilizzati principalmente per dispositivi più piccoli e più efficienti dal punto di vista energetico. Tali dispositivi potrebbero includere CubeSats (piccoli satelliti), droni, trasmettitori, sensori di luce e movimento e sistemi di posizionamento globale. Tali interconnessioni potrebbero anche essere utili in altri casi. Ad esempio in antenne, sensori di pressione, bobine elettriche e reti elettriche per la schermatura elettromagnetica.

Gli ingegneri hanno usato la “sinterizzazione intensa della luce pulsata” ad alta tecnologia. Questa utilizzava la luce ad alta energia proveniente da una lampada allo xeno, per fondere lunghe barre sottili di argento chiamate nanofili. I nanomateriali sono misurati in nanometri. Alcuni dispositivi come celle solari, display e tag di identificazione a radiofrequenza (RFID) utilizzano già nanomateriali d’argento fusi per condurre l’elettricità.

Fonte foto articolo/copertina: futurity.org

 

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Autore dell'articolo: Emanuela Acri

Grafica pubblicitaria, ha svolto gli studi all'Accademia di Belle Arti di Catanzaro e quella di Lecce, concludendo il percorso con il massimo dei voti. Appassionata di film horror e serie TV, collabora con alcuni siti online nella realizzazione di articoli di diversi argomenti,