Hosni, l’aggressore della stazione di Milano, è vicino all’Isis?

Ismail Tommaso Ben Youssef Hosni, il 20enne italo-tunisino che giovedì sera ha ferito due soldati ed un agente della Polfer alla stazione centrale di Milano è indagato per terrorismo internazionale.
Sul suo profilo facebook, si può infatti notare, un lento avvicinamento alle teorie dell’Isis.
A partire dallo scorso autunno, Hosni ha iniziato a postare video che inneggiano al terrorismo. Da qui, l’ipotesi avanzata dalla procura, che il giovane potesse avere qualche aggancio con il radicalismo islamico.

Possibile terrorista?

Hosni è vicino alla frangia terrorista? I suoi video postati su facebook sono al vaglio della Digos. In particolare uno, pubblicato lo scorso 24 settembre, sta attirando l’attenzione degli investigatori dell’Antiterrorismo. Si tratta di un filmato reperibile su Youtube che esalta l’esercito dell’Isis. Hosni ha anche scritto delle parole in arabo sotto di esso.
Secondo una prima e non ufficiale traduzione, Hosni avrebbe scritto che si tratta “del miglior inno dell’Isis mai ascoltato”. 
Intanto, in prigione, l’uomo tenta di difendersi. Al suo legale avrebbe dichiarato di essere dispiaciuto per quanto successo, ma che era arrabbiato.

Isolato

Sembra che nell’ultimo periodo, Hosni si fosse isolato. Va detto che il ragazzo non ha vissuto un quadro famigliare facile. Entrambi i genitori (padre tunisino,madre di origini pugliesi e residente a Foggia) sono entrambi pregiudicati. L’uomo per stupro, danneggiamenti, furto e ricettazione, la donna per violenza privata, maltrattamenti e atti sessuali con minori che l’hanno portata a una condanna in prigione di 7 anni, dal 1999 al 2007.
Da tempo il ragazzo non aveva contatti con i genitori. Sembra che, abbia vissuto per molto tempo per strada.
Non è escluso che il suo avvicinamento all‘Islam sia dovuto alla frequentazione di amici che, ultimamente lo avevano ospitato.
Intanto, i magistrati della Procura di Milano hanno indagato il 20enne per terrorismo internazionale. Il fascicolo è separato da quello aperto per l’aggressione ai militari.

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