Imprenditore lascia 4 milioni di euro ai dipendenti
Milano. Luciano Tamini, morto sabato 1 luglio all’età di 84 anni, era un imprenditore che guidava l’azienda di famiglia da una vita. Presidente onorario fino a pochi mesi fa, anche se era stata ceduta al gruppo Terna, prima di morire ha voluto lasciare un segno del suo affetto a tutti i dipendenti: 15 mila euro per ciascuno degli operai – “perchè è giusto dare qualcosina in più a chi guadagna di meno” – e 10 mila per ogni impiegato. In tutto 4 milioni di euro, distribuiti tra le 300 persone che lavorano ancora alla Tamini, fondata da suo padre 101 anni fa.
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Quattro milioni di euro distribuiti fra i dipendenti
Circa un mese fa si è ammalato di cancro, uno tra i più aggressivi. “Vorrei lasciare in eredità un ricordo ai miei dipendenti” – deve aver pensato quando gli è stata diagnosticata la malattia. E così, ha regalato un totale di 4 milioni di euro distribuiti fra tutti coloro che hanno lavorato per lui. Carlo Tamini, il padre di Luciano, ha iniziato la sua carriera di imprenditore nel 1916, quando apre a Milano un’ officina di riparazioni meccaniche. In poco tempo diventa un impianto di saldatura, per trasformarsi successivamente in un’azienda produttrice di trasformatori elettrici per i piccoli altoforni. Luciano ha solo 21 anni quando muore suo padre, ma prende la guida della società e la ingrandisce, producendo trasformatori sempre più grandi che distribuisce anche all’estero.
Accolta una delle ultime volontà dell’imprenditore
Fino allo scorso febbraio è rimasto presidente onorario, anche dopo la vendita della società , ma con il cambio ai vertici di Terna per la prima volta si parla di cassa integrazione. Lui si schiera dalla parte dei dipendenti, dichiarandosi contrario, e così viene estromesso dalla carica; ma, prima di uscire di scena scrive una lettera agli “amici” dirigenti, impiegati, operai e sindacalisti, in cui invita tutti ad avere pazienza e fiducia, perchè “La Tamini non potrà finire mai”.
I manager in carica nell’azienda, che lui ha tanto osteggiato, hanno però accolto una delle sue ultime volontà : ieri tutti i dipendenti hanno avuto una giornata intera di permesso, per poter essere presenti ai suoi funerali celebrati a Fortunago (Pavia).
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