Imprenditoria agricola femminile, sguardo al futuro
Imprenditoria agricola femminile, sguardo al futuro. In occasione della Giornata internazionale della donna, si fa il punto sulle donne e il mondo del lavoro
Confagricoltura Donna dunque fa il punto sull’imprenditoria agricola femminile in occasione dell’8 marzo:
Il migliore augurio in occasione della festa della donna è che ci si renda conto dell’importanza della componente femminile per il paese.
Puntare concretamente sull’imprenditoria femminile è un investimento sicuro per velocizzare la ripresa economica italiana; che avrà poi un effetto moltiplicatore sul territorio e occorre farlo effettivamente e presto.
Nel dettaglio, sono poco più di 200mila le imprese agricole condotte da donne, che rappresentano il 28,5% delle imprese attive totali.
La regione con la più alta incidenza di imprese femminili attive sono: Molise (37.5%), Campania (36.2%) e Abruzzo (35.3%).
Mentre La regione con il più alto numero di imprese femminili in assoluto è la Sicilia (25.167, 12.2%) seguita da Puglia (23.546, 11.4%) e Campania (21.439, 10.4%).
Un mondo, quello del lavoro femminile, che ha purtroppo avuto i danni maggiori generati dall’emergenza sanitaria
Le cifre infatti sono impietose: Confesercenti registra un brusco calo delle aziende guidate da donne -0,29%, ovvero 4mila attività in meno rispetto al 2019.
La fascia d’età maggiormente penalizzata è quella al di sotto dei 35 anni, nella quale si registra una discesa dal 12,02% del totale del 2019 all’11,52% del 2020.
In tal senso dunque la presidente di Confagricoltura Donna Alessandra Oddi Baglioni, chiede:
Un concreto impegno per l’imprenditoria femminile. Vorremmo che le risorse stabilite sulla carta fossero realmente operative, semplici e fruibili.
Magari riutilizzando il meccanismo della legge 125, che già in passato ha supportato le imprese femminili attraverso il sistema del contributo a fondo perduto, del credito agevolato e del credito d’imposta.
Serve un effettivo cambio di passo importante e necessario per superare, in questo anno difficile, le difficoltà strutturali e il divario rispetto agli altri paesi.
Le imprese condotte da donne sono più attente alla sostenibilità e alla responsabilità sociale.
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