Le famiglie valdostane prime in Italia per volume di spesa

AOSTA – La spesa delle famiglie valdostane è la prima in Italia. Ebbene sì, la piccola regione alpina si posiziona al top della classifica nazionale con 503 euro al mese per il solo acquisto di generi alimentari e bevande analcoliche rispetto agli abitanti dell’Abruzzo, che con 420 euro al mese fanno invece segnare il valore più basso lungo la Penisola. E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat sui consumi delle famiglie nel 2017 che fotografa le abitudini alimentari regionali.

Coldiretti: “In Italia la tavola è componente importante della spesa familiare”

Gli italiani, si sa, amano trattarsi bene e non badano a spese quando bisogna scegliere cosa mangiare.

”In Italia – sostiene la Coldiretti – la tavola è una componente importante della spesa familiare della quale assorbe in media ben il 18% delle risorse con un valore medio mensile per famiglia di 457 euro al mese. Tuttavia, dietro il valore nazionale si nascondono – continua la Coldiretti – notevoli differenze a livello regionale con i consumi per alimentari e bevande che nel Mezzogiorno d’Italia assorbono quasi un quarto della spesa complessiva, anche se è il Nord Est dove gli acquisti di cibo sono più alti. La situazione varia tuttavia notevolmente da Nord a Sud nelle diverse regioni”.

Ecco la spesa famigliare nello specifico, regione per regione

Ad ogni regione il suo. Si va dall’importo minimo di 420 euro al mese dell’Abruzzo ai 424 della Sicilia, i 431 in Friuli Venezia Giulia, i 434 di Veneto e Umbria, i 442 della Sardegna, i 443 del Molise, i 445 della Liguria, i 447 del Lazio, i 448 della Calabria, i 457 della Puglia e dell’Emilia Romagna, i 460 delle Marche, i 461 della Toscana, i 475 della Lombardia, i 478 del Piemonte, i 479 del Trentino Alto Adige, i 485 della Basilicata, i 488 della Campania e i 503 della “regina” Valle d’Aosta.

Come detto, l’Abruzzo è fanalino di coda nella classifica italiana della spesa familiare. Una tendenza che evidentemente viene da lontano, se si pensa che già nel 2012 un’indagine di Altroconsumo, che aveva monitorato quasi 900mila prezzi in 950 fra ipermercati (162), supermercati (603) e hard discount (185), sottolineava nella regione la presenza di poca concorrenza e, di conseguenza, costi piu’ alti. La crisi, dunque, si abbatteva pesantemente sull’Abruzzo, che già 6 anni fa si collocava, a livello italiano, tra le regioni meno virtuose in termini di concorrenza e tra quelle in cui si risparmiava meno per la spesa.

Chieti, in questa speciale classifica, si rivelava la provincia abruzzese migliore: nel capoluogo teatino, infatti, su una spesa media annuale di 6.442 euro, dal punto vendita piu’ caro al piu’ economico si potevano risparmiare fino a 846 euro. All’Aquila, invece, il risparmio poteva raggiungere i 772 euro, mentre a Pescara al massimo 532. Tutto questo contro un risparmio medio nazionale pari a 600 euro.

 

La spesa italiana preferisce la dieta mediterranea

Il 2017 ha visto, nel carrello della spesa degli italiani, un prepotente ritorno della dieta mediterranea con l’aumento della spesa per l’olio d’oliva (+11%), frutta e verdura (entrambe con +4%), pane e pasta (+1%) nonché la riscossa della carne dopo anni di costante calo dei consumi. Uno stile di vita che ha consentito agli italiani, secondo l’organizzazione agricola, di conquistare valori record nella longevità con 80,3 anni per gli uomini e 85,2 anni per le donne.

In media, precisa infine la Coldiretti, la maggiore percentuale della spesa alimentare è destinata all’acquisto di carne (94 euro), davanti a pane e pasta (76 euro), ortaggi (63 euro), latte, formaggi e uova (58 euro), frutta (43), pesce (39 euro), bevande (22 euro), zucchero e dolci (19 euro), oli e grassi (17 euro), caffè e the (14 euro) e piatti pronti (10 euro).

 
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Autore dell'articolo: Massimo Giuliano


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