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Crescono reddito e consumi delle famiglie, cala il risparmio

         
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ROMA – Crescono reddito e consumi delle famiglie, cala il risparmio. Lo rileva l’Istat. Nel terzo trimestre del 2021, infatti, il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dell’1,8% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti del 3,6%. La propensione al risparmio delle famiglie è stata pari all’11,0%, in diminuzione di 1,6 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

“Il reddito disponibile delle famiglie e il loro potere d’acquisto sono cresciuti sensibilmente – spiega l’Istat – mentre la crescita sostenuta dei consumi finali ha generato una flessione della propensione al risparmio, rimasta tuttavia a livelli superiori a quelli registrati prima della crisi”.

Crescono reddito e consumi delle famiglie, cala il risparmio

Interessante anche la fotografia degli italiani che si affacciano al 2022 scattata dalle due survey dell’Ufficio Studi Coop condotte a dicembre 2021 su consumatori e manager, in collaborazione con Nomisma. Consumi degli italiani “ostaggio” del surriscaldamento dei prezzi che nel 2022 dovrebbero segnare una crescita del 2,9%. Ma l’epicentro riguarderà il carrello della spesa con una stima di incremento medio dei prezzi alimentari superiore ai 3,5 punti percentuali. La dinamica inflattiva, insieme all’affanno del mercato del lavoro e alle incertezze della pandemia, “tiene in ostaggio i consumi delle famiglie e costringe il budget nei confini delle spese obbligate, utenze e salute, soprattutto”, si legge nel report.

Ma la vera “emergenza” riguarda il carrello della spesa con i manager della filiera alimentare che stimano un incremento medio dei prezzi superiore ai 3,5 punti percentuali. “Tra promozioni, ricerca di punti vendita e canali più convenienti e riduzione degli sprechi molti italiani fronteggeranno il carovita con un diffuso downgrading del carrello, soprattutto al Sud e nella lower class, segnando peraltro una nuova ancora più consistente divaricazione dei consumi rispetto ai ceti più abbienti” viene spiegato nel rapporto in cui si rileva che per contrastare l’ondata inflattiva, il 63% dei manager chiede una riduzione del cuneo fiscale (secondo il 71% dei manager) o una indicizzazione dei salari al costo della vita (47%) ma anche una riduzione selettiva dell’Iva (47%) magari sui beni sostenibili.

Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24