Benessere equo e sostenibile

Benessere equo e sostenibile, il VI Rapporto Istat

         
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Benessere equo e sostenibile, il VI Rapporto Istat. Il Rapporto Bes analizza i fenomeni economici, sociali e ambientali del paese

Il benessere equo e sostenibile è un tema che accomuna l’Italia e l’Europa attraverso investimenti statistici relativi alla qualità della vita.

Il Rapporto offre una lettura del benessere nelle sue diverse dimensioni, ponendo particolare attenzione agli aspetti territoriali.

Gli indicatori del Bes, in tutto 130, sono articolati come di consueto in 12 domini:

  1. Salute;
  2. Istruzione e formazione;
  3. Lavoro e conciliazione dei tempi di vita;
  4. Benessere economico;
  5. Relazioni sociali;
  6. Politica e istituzioni;
  7. Sicurezza;
  8. Benessere soggettivo;
  9. Paesaggio e patrimonio culturale;
  10. Ambiente;
  11. Innovazione, ricerca e creatività;
  12. Qualità dei servizi.

Vediamo nel dettaglio alcune cifre dei 12 domini del Rapporto benessere equo e sostenibile

Salute

Nel 2017 si ferma la crescita che si attesta a 105,8 (era 106,0 nel 2016), interrompendo il trend positivo che aveva caratterizzato il periodo 2010-2016.

La dinamica territoriale mostra un peggioramento sia nel Nord sia nel Mezzogiorno mentre nel Centro si registra un lieve progresso.

Istruzione e formazione

Nel 2017 l’indice  segna una flessione interrompendo il trend positivo che aveva caratterizzato gli anni precedenti.

Il risultato è la sintesi di un lieve miglioramento:

  • al Nord (+0,7 punti rispetto all’anno precedente),
  • di un peggioramento al Centro (-1,2 punti),
  • in misura più marcata, nel Mezzogiorno (-2,8 punti).

Lavoro e conciliazione dei tempi di vita

Nel 2017 l’indicatore per l’Italia ha registrato un ulteriore aumento (quasi 2 punti rispetto all’anno precedente) recuperando i livelli del 2012.

Nell’ultimo anno anche la componente relativa al livello di occupazione registra un miglioramento in tutte le ripartizioni.

Benessere economico

Nel 2017 l’indice composito sulle Condizioni economiche minime segnala un deciso miglioramento diffuso sul territorio.

L’indice assume il valore di 102,2 (97,9 punti del 2016) a sintesi dell’aumento:

  • di 2,9 punti nel Nord,
  • 2,5 punti nel Centro,
  • miglioramento nel Mezzogiorno (+6,9 punti).

Relazioni sociali

Nell’ultimo anno si conferma la tendenza al peggioramento: l’indice composito nel 2017 è pari a 95,3, il valore più basso dal 2010.

Nel medio periodo si registra un quadro di progressivo impoverimento delle relazioni sociali, che hanno registrato un parziale recupero solo nel biennio 2014-2015.

Politica e istituzioni

Nel 2017 l’indicatore composito per il dominio Politica e istituzioni segnala un lieve arretramento rispetto all’anno precedente.

Nell’ultimo anno, in Italia, è però migliorata la quota di donne elette al Parlamento nazionale (arrivando al 35,8% contro il 30% della Ue).

Sicurezza

Nel 2017 si registra un miglioramento della situazione legata alla criminalità, considerando sia l’andamento degli omicidi sia quello riferito ai reati predatori.

L’Italia, con un tasso pari a 0,7 omicidi per 100 mila abitanti, si colloca al di sotto della media dei paesi Ue.

Benessere soggettivo

Nel 2017 ha registrato un peggioramento (quasi 2 punti inferiore al 2016), dopo la variazione positiva dell’anno precedente.

L’arretramento ha interessato soprattutto il Mezzogiorno (-3,2 punti percentuali), e in misura più contenuta il Nord e il Centro.

Paesaggio e patrimonio culturale

L’evoluzione nel tempo è molto contenuta: dopo un progressivo ma lento declino, dal 2015 si registra una sostanziale stabilità.

In particolare, nell’ultimo anno il Nord segnala un lieve incremento (da 103,6 a 104,3), il Centro è stabile (intorno a 98,3) e il Mezzogiorno registra una flessione (da 80,8 a 79,8).

Ambiente

Nel 2017 l’indicatore non presenta variazioni di rilievo rispetto all’anno precedente, sia a livello nazionale che nelle ripartizioni.

Il valore relativo all’Italia è pari a 104,5.

Il Nord (106,1) si posiziona al di sopra della media nazionale, mentre Centro e Mezzogiorno evidenziano un ampio gap (102,1 e 101,3 rispettivamente).

Innovazione, ricerca e creatività

L’indice mostra un andamento complessivamente crescente negli ultimi 7 anni, anche se con andamenti diversificati nel territorio.

Nel 2017 l’indice nazionale sale a 107,2 (era 104,4 nel 2016).

A trainare sono il Centro e il Mezzogiorno con variazioni rispettivamente di +5,1 e +3,3 punti a fronte di una variazione di +2,2 punti al Nord.

Qualità dei servizi

L’indice nel 2016 rimane al di sotto del livello del 2010 (99,3, rispetto al 100 del 2010), con una relativa stabilità dei divari territoriali.

Fatto 100 il valore Italia nel 2010, le regioni del Nord ottengono in media un punteggio di 109,2:

  • con la provincia di Trento che raggiunge quasi 120,
  • quelle del Centro sono poco sotto 100,
  • quelle del Mezzogiorno a 84,8 (con la Calabria sotto quota 80).

Autore dell'articolo: Francesca DI Giuseppe

Francesca Di Giuseppe, nata a Pescara il 27 ottobre 1979, giornalista e titolare del blog Postcalcium.it. Il mio diario online dove racconto e parlo a mio della mia passione primaria: il calcio Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Teramo con una tesi dedicata al calcio femminile. Parlare di calcio è il mezzo che ho per assecondare un’altra passione: la scrittura che mi porta ad avere collaborazioni con diverse testate giornalistiche regionali e nazionali.