Una donna con long Covid

Long Covid, che cos’è e chi rischia di più

Il long Covid, o più esattamente la Sindrome post Covid-19, è una serie di manifestazioni fisiche e psichiche, che coinvolgono l’organismo. Si tratta di disturbi di salute che compaiono a settimane e anche a mesi di distanza dall’infezione primaria. Le cause di questo disturbo a lunga durata sono ancora oggetto di studio. Secondo una ricerca inglese, alcune particelle virali potrebbero nascondersi nei tessuti e, in determinati casi, innescare reazioni immunologiche e produrre anticorpi per un periodo più lungo. È un problema che non dobbiamo sottovalutare. Secondo gli esperti, infatti, è possibile che anche nei mesi più caldi ci saranno molti ricoveri, proprio a causa del long Covid.

 

Quali sono i sintomi del long Covid

Si parla di long Covid quando alcuni malati accusano disturbi anche diverse settimane dopo, come una sorta di proseguimento della malattia. È una sindrome post-virale che causa malessere e debilitazione anche dopo la guarigione e la scomparsa del virus dall’organismo. La sindrome non è legata alla gravità della malattia in sé. Anche le persone che hanno contratto la Sars-CoV-2 in forma lieve possono sviluppare sintomi a lungo termine.

I sintomi principali sono stanchezza, perdita di gusto e olfatto. Inoltre il long Covid porta problemi di memoria e concentrazione. Questi sintomi costituiscono la cosiddetta “sindrome da stanchezza cronica” che spesso si sviluppa in seguito a un’infezione. Inoltre compaiono altri sintomi generalizzati, come disturbi del sonno, cefalea, vertigini, difficoltà respiratorie, battito irregolare del cuore. Possono presentarsi anche sudorazione in eccesso, eritemi della pelle, debolezza di capelli e unghie, ansia e tristezza. Se tutti questi sintomi sono presenti anche dopo la dodicesima settimana dall’evento acuto, si parla di Covid-19 cronico o long Covid. Un recente studio del Policlinico di Milano ha dimostrato che in alcuni casi i sintomi possono persistere anche per cinque mesi.

 

Chi rischia di più il long Covid

Tutti sono a rischio di sviluppare long Covid, ma secondo i medici sono più a rischio le donne di età compresa tra i 40 e i 60 anni circa. I pediatri hanno riscontrati alcuni casi di sindrome anche tra i bambini, senza grosse differenze tra maschi e femmine. Altri fattori di rischio sono l’età avanzata, il sovrappeso, la presenza di malattie concomitanti come il diabete, le malattie oncologiche e i problemi cardiovascolari. Particolare attenzione va riservata alle persone che hanno avuto una forma grave di malattia, che sono stati ricoverati in terapia intensiva o che hanno subito un trapianto.

Il long Covid deve ricevere le corrette cure, soprattutto nel caso abbia colpito un soggetto fragile. In caso contrario possono verificarsi conseguenze importanti, come per esempio compromissione del sistema nervoso, oppure un danno a uno degli organi che presentano le maggiori conseguenze della malattie. Inoltre è possibile che si verifichi una risposta anomala del sistema immunitario con la comparsa di malattie autoimmuni. Queste sono patologie in cui le difese dell’organismo riconoscono come “nemiche” le sue stesse strutture. Organi e tessuti risultano dunque danneggiati.

 

Le cure per il long Covid

È importante fornire adeguata assistenza alle persone malate di Covid-19 anche dopo la dimissione dall’ospedale e con il rientro a casa. Non esistono trattamenti specifici, ma è possibile mettere in atto una serie di accorgimenti per alleviare i malesseri. In caso poi si notino sintomi nuovo o un peggioramento delle condizioni generali del paziente, è importante comunicare subito con il proprio medico. Si devono infatti escludere danni a organi, tessuti e al sistema nervoso. La persona riprende lentamente la vita a casa, senza però effettuare sforzi fisici eccessivi e cercando di evitare le fonti di stress psicologico. Una corretta alimentazione eventualmente suggerita dal nutrizionista e un buon numero di ore di riposo aiutano a combattere la stanchezza cronica.

Il riposo va alternato con un poco di allenamento quotidiano, con l’aiuto del fisioterapista o anche in modalità telematica. I muscoli vanno tenuti in allenamento per combattere la stanchezza. Se possibile è utile cercare di fare una passeggiata quotidiana all’aria aperta, lontano da luoghi inquinati. Il supporto dello psicologo aiuta a combattere l’ansia e le forme depressive che colpiscono molti pazienti, come una forma di sindrome da stress post-traumatico. Effettuare il vaccino, come raccomandato, può contribuire a ridurre il rischio di sviluppare long Covid.

 

 

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