Marijuana: può essere pericolosa per chi soffre di disturbi cardiaci
L’utilizzo della marijuana a fini terapeutici è ormai molto diffuso. Ma potrebbe essere rischiosa per gli anziani con malattie cardiache
Marijuana e disturbi cardiaci
Sempre più Paesi, negli ultimi anni, stanno legalizzando l’uso di Cannabis, specialmente per fini terapeutici. Molti, infatti, non usano la marijuana solo per rilassarsi ma anche per alleviare il dolore cronico, la nausea e la mancanza di appetito legate ad alcune patologie gravi.
Tuttavia, nonostante i benefici della marijuana siano stati riconosciuti scientificamente, il suo consumo può comportare dei rischi per le persone anziane che soffrono di disturbi cardiaci.
Un gruppo di studiosi americani si sono concentrati sul caso di un uomo di 70 anni colpito da un attacco cardiaco dopo aver mangiato un lecca lecca contenente 90 milligrammi (mg) di tetraidrocannabinolo (THC), la componente psicotropa presente nell’erba.
L’uomo aveva una malattia coronarica e era in cura con farmaci per il cuore.
Come usare la marijuana in modo sicuro
L’attacco cardiaco dell’anziano, come hanno spiegato i medici, è da ricondursi alla dose eccessiva di cannabis utilizzata.
La grande quantità di THC presente nel lecca lecca gli ha causato ansia e allucinazioni che hanno innescato una risposta del sistema nervoso che, a sua volta, ha prodotto un attacco cardiaco.
L’evento è rientrato nella norma non appena sono andati a scemare gli effetti della marijuana.
Per massimizzare i benefici e minimizzare rischi per il cuore, i medici consigliano di:
- utilizzare la dose minima consigliata;
- evitare la THC e preferire il cannabidiolo, che rappresenta un’ ottima alternativa non psicoattiva;
- per evitare di assumere dosi eccessive, preferire il vaporizzatore piuttosto che biscotti o lecca lecca.
La comunità scientifica è unanime sull’importanza, oggi più che mai, di educare la popolazione sull’ utilizzo corretto della marijuana e di fare corretta informativa sui benefici e sui possibili rischi che il suo uso comporta.
In particolare, la priorità, ora è informare le persone più anziane affette da malattie cardiache che, spesso, utilizzano l’erba, sotto varie forme, per alleviare i dolori legati alle malattie croniche o per curare l’insonnia.
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