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Mercato posti auto e box, metà degli acquirenti sono investitori

MILANO – L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha diffuso i dati relativi alle ultime indagini sul mercato dei posti auto e dei box .

Dalle preziose informazioni raccolte risulta che la metà degli acquirenti sono investitori. Vediamo dunque, qui di seguito, alcuni elementi interessanti su cui bisogna focalizzare l’attenzione.

 

Mercato posti auto prezzi ancora in diminuzione

Continua anche nel secondo semestre del 2017 il calo dei prezzi dei box: nelle grandi città si è registrata una contrazione dello 0,3%. I posti auto hanno perso lo 0,5%. Continua quindi il ribasso dei valori di queste tipologie che hanno visto ridimensionarsi la domanda in seguito alla crisi immobiliare.

Bari, Milano, Firenze e Verona sono le uniche città che registrano dei segnali positivi. I prezzi più alti riguardano sempre le zone centrali dove comunque l’offerta di box non è elevata, ci sono difficoltà di parcheggio e, spesso, immobili storici privi o con pochi box.

Variazione percentuale prezzi – II sem 2017 rispetto al I sem 2017

CittàBoxPosto auto
Bari0,70,0
Bologna-0,50,1
Firenze2,4-0,7
Genova0-3,1
Milano0,10,9
Napoli-1,9-2,2
Palermo-1,13,7
Roma-1,7-1,3
Torino-1,9-2,7
Verona0,50,2

 

Mercato posti auto e box: si acquistano anche per investimento

L’analisi delle informazioni raccolte presso le agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete mostra che il 64,8% delle operazioni che hanno interessato i box hanno avuto per oggetto l’acquisto, il 35,2% la locazione. Il 53,1% di chi ha  acquistato il box lo ha fatto con finalità di investimento. La restante parte ha comprato per uso proprio, tendenza che la nostra rete segnala soprattutto laddove ci sono pochi spazi disponibili e gli immobili, di vecchia data, ne sono sprovvisti.

Chi sceglie di investire su questa tipologia immobiliare valuta attentamente la zona, prediligendo quelle a bassa presenza di box rispetto al numero di abitazioni (ad esempio nelle zone centrali e semicentrali delle grandi città).

Sono da escludere quelle che si sono sviluppate urbanisticamente negli ultimi anni (perché dotate di box a sufficienza) e le aree dove sono stati costruiti parcheggi o introdotti parcheggi per residenti. Da valutare anche le zone ad alta presenza di uffici, soprattutto se non sono ben collegate con i mezzi di superficie e non ci sono parcheggi disponibili.

 
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Autore dell'articolo: Massimo Giuliano