Microsoft sfida i Chromebook con i nuovi notebook con Windows 10

Senza un notebook, oggi, non si va da nessuna parte. Ma ciò che conta è che non stiamo parlando dei costosi ultrabook ed in genere di quei device fuori scala, che richiedono un investimento commisurato ad un utilizzo professionale, votato ad esempio all’uso di software e tools che richiedono un grande impiego di risorse a livello hardware. No, i notebook più diffusi sono quelli economici e, come sicuramente già saprete, in questo mercato sono i Chromebook a farla da padrone, perché costano poco e comunque consentono di svolgere le operazioni basiche (come la navigazione su Internet) velocemente e senza alcun tipo d’intoppo.

Da oggi, però, la leadership dei Chromebook potrebbe essere messa seriamente a rischio dalla Microsoft che, dopo il lancio della versione lite del sistema operativo Windows 10 (denominata “Windows 10 S”), adesso pare avere tutte le intenzioni di entrare anche nel mercato dei notebook di fascia bassa, invadendo una nicchia che storicamente non le appartiene, così come non appartiene alla sua altra grande concorrente, la Apple. Ma cosa succede quando una grande company come Microsoft decide di uscire dal proprio seminato?

Il risultato è un notebook frutto di un nuovo concept, votato all’economia e dunque al mercato low cost, che promette di offrire un’alternativa di livello superiore ai Chromebook, ma mantenendo la stessa fascia di prezzo (al di sotto dei 300 dollari). Purtroppo, dovremo aspettare un po’ per veder sbarcare anche in Italia questi nuovi gioiellini per tutte le tasche, ma le alternative low cost non mancano di certo: è sufficiente visitare un portale specializzato in hi-tech come Monclick per trovare tanti notebook economici di marchi molto noti, spesso in offerta e dunque ideali per coniugare risparmio e qualità.

Ma a chi saranno rivolti questi nuovi computer portatili prodotti da Microsoft? La regola è la medesima degli altri notebook low cost come i Chromebook: questi portatili saranno infatti costruiti con risorse hardware ovviamente basiche, tali da consentire la navigazione sul web (da qui l’etichetta “Chrome”) ed un utilizzo agile dei programmi di base. Ovviamente, nel caso servissero per lavorare, per il gaming online o per utilizzare software complessi come quelli di video e foto montaggio, conviene sempre evitare di economizzare sulla spesa e puntare su un notebook di fascia più alta. Questo perché i Chromebook, così come i cugini Microsoft, non sono in grado di gestire questi programmi per via di risorse naturalmente limitate.