Nobel medicina 2018

Nobel medicina 2018: stop ai tumori con l’immunoterapia nel 2050

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Nobel medicina 2018: stop ai tumori con l’immunoterapia nel 2050. L’annuncio del Nobel Tasuku Honjo, dell’Università di Tokyo

A lui e James Allison va il Nobel medicina 2018  per “la scoperta della terapia antitumorale basata sull’inibizione della regolazione immunitaria negativa”.

Allison ha 70 anni ed è nato negli Stati Uniti; Honjo ne ha 76 ed è originario di Kyoto, in Giappone.

Sono quasi sicuro che entro il 2050 tutte le forme di tumore potranno essere sconfitte con l’immunoterapia,

ha detto Honjo incontrando la stampa insieme ad Allison nell’Istituto Karolinska.

Allison dal canto suo ha dichiarato:

E’ un premio molto opportuno, basta vedere i successi nella terapia di un male come il melanoma che usa il nostro check point.

La scoperta del duo è sensazionale: esistono proteine che fungono da freno al sistema immunitario: se le si neutralizza, il sistema immunitario si attiva per combattere il tumore.

I due pioneri si sono già incontrati nel 1982 e quello di Stoccolma è il loro secondo incontro destinato a rivoluzionare il mondo della medicina

Nei nello studi, entrambi hanno tenuto d’occhio le cellule immunitarie in cerca delle proteine utilizzate dai tumori per ingannarle e continuare a crescere indisturbati.

All’inizio degli anni 90 Allison ha scoperto la prima, chiamata CTLA-4, sulla superficie dei linfociti T.

Nello stesso periodo e sulle stesse cellule Honjo ha scoperto la proteina PD1.

E’ una strada che abbiamo aperto 20 anni fa e adesso un grande numero di persone in tutto il mondo lavora nel campo dell’immunoterapia.

L’assegnazione del Nobel medicina 2018 di quest’anno punta a sviluppare un sistema che già è in essere come appunto l’immunoterapia

Essa è un trattamento di cura che utilizza lo stesso sistema immunitariodel paziente, o certe sue componenti, per combattere malattie come il cancro.

Nell’ambito oncologico è ancora in fase sperimentale in associazione con radioterapia e chemioterapia ma i successi che di recente sono stati raggiunti (melanoma, il polmone, il rene) accendono luci di speranza.

Le tecniche immunoterapiche attualmente in uso possono agire in due modi:

  • Stimolando direttamente il sistema immunitario dell’organismo per renderlo più efficace nel riconoscere e distruggere le cellule cancerose;
  • Inoculando nel sistema immunitario delle molecole – ad esempio proteine – che potenzino il sistema di difesa rendendolo più “intelligente” nello scovare ed eliminare le cellule tumorali.
  • Il vero problema, che preoccupa i duescienzati, sta nei costi dei farmaci. Allison e Honjo hanno dichiarato in merito:

La questione dei costi è rilevante. Questi prezzi sono davvero alti. Ma penso che qualcosa accadrà.

La speranza è che la competizione faccia scendere i prezzi di queste terapie. Ogni nuovo farmaco all’inizio è molto costoso poi il prezzo si abbassa.

Bisogna poi considerare che questi trattamenti probabilmente si potranno interrompere, quando si vede un buon risultato.  

 
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Autore dell'articolo: Francesca DI Giuseppe

Francesca Di Giuseppe, nata a Pescara il 27 ottobre 1979, giornalista e titolare del blog Postcalcium.it. Il mio diario online dove racconto e parlo a mio della mia passione primaria: il calcio Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Teramo con una tesi dedicata al calcio femminile. Parlare di calcio è il mezzo che ho per assecondare un’altra passione: la scrittura che mi porta ad avere collaborazioni con diverse testate giornalistiche regionali e nazionali.