Obama avrebbe pensato di sferrare un attacco cybernetico alla Russia

Obama e quel segreto svelato dal Washington Post che riguarda Putin

Il Washington Post ha sganciato una bomba contro Barack Obama e la Russia. Secondo il quotidiano americano, l’ex presidente Usa ordinò la preparazione di una ‘cyberoffensiva’ contro Putin come rappresaglia per le interferenze di Mosca sulle elezioni presidenziali americane.
Questo, però, avvenne, solo poco prima che il premio Nobel per la pace, lasciasse la Casa Bianca.
L’attacco non venne sferrato proprio per questo motivo.La decisione finale sarebbe toccata al nuovo inquilino, Donald Trump, che rifiutò.

Obama riluttante

Obama, secondo il Washington Post, pensò di sferrare un attacco cybernetico alla Russia.
Tutto nacque nell’agosto dello scorso anno. Obama ricevette un rapporto della Cia in cui veniva certificato il coinvolgimento diretto del presidente russo, Vladimir Putin, negli attacchi informatici per interferire nel processo elettorale statunitense. L’intenzione era quella di danneggiare Hillary Clinton, candidata democratica alla presidenza, favorendo, invece, Donald Trump.
La comunicazione ufficiale sull’interferenza russa fu pubblicata il 7 ottobre. Non vennero poste, però, le firme del presidente Obama e del direttore dell’Fbi, James Comey.
In questo modo si decise di non interferire sul processo elettorale americano che era in atto.

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Obama e la vendetta mancata

Barack Obama, pensò per vari mesi il modo migliore per far pagare alla Russia l’interferenza certificata durante le elezioni per la presidenza americana. Alla fine si decise ad approvare nuove sanzioni contro la Russia. Dette così il via ad un piano segreto per piazzare delle ‘bombe digitali’ pronte a colpire le infrastrutture russe.
Le divergenze di vedute tra Obama, a fine mandato, e Trump, pronto a insediarsi, portarono, però, ad un nulla di fatto.
Ad oggi sembra improbabili che Mosca possa subire ritorsioni per quello che, il Washington Post, definisce il “crimine del secolo” in ambito politico.
Di certo, però, questo scoop, getta più di un ombra sull’elezione di Donald Trump e sulla regolarità delle elezioni.

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