Pedullà svela: “Conte ha un grande rimpianto: non voleva venire al Napoli, preferiva…”
Juventus-Napoli non è una partita come le altre. Questa è una partita che mette di fronte due culture, due modi di vivere la vita e il calcio, due filosofie diverse. E, da domani, sarà una gara “diversa” anche per Antonio Conte, capitano della Juventus tra gli anni ’90 e i 2000, condottiero bianconero tra il 2011 e il 2014, ma oggi allenatore dei partenopei. Conte ha già anche allenato l’Inter, tra le rivali della Juve: nei due anni sulla panchina nerazzurra, però, ha sempre trovato l’Allianz Stadium vuoto di tifosi quando è venuto in trasferta a Torino con la sua squadra, per via delle norme Covid. Questa volta, invece, arriverà con il popolo bianconero pronto ad accoglierlo. Come? Lo vedremo.
Conte e le parole sulla Juve: “La mia storia parla chiaro, 13 anni alla Juve non si dimenticano”
Conte si è espresso così in conferenza stampa parlando del suo passato bianconero: “E’ inevitabile che la mia storia parli chiaro. 13 anni trascorsi alla Juventus da calciatore dove sono stato capitano e abbiamo vinto tutto. Ho avuto la possibilità di fare 3 anni da allenatore aprendo un ciclo. Faccio parte della storia della Juventus. E’ inevitabile che da calciatore puoi dare continuità: lo ha fatto Maldini col Milan, Totti con la Roma e non solo. Da allenatore è invece impossibile decidere la tua carriera. La mia mi ha portato in piazze diverse da quelle della Juve“.
Pedullà svela: “Conte voleva tornare alla Juve, anche guadagnando la metà”
Il giornalista sportivo Alfredo Pedullà ha poi svelato ieri, durante un programma di Sportitalia, un retroscena importante: “Antonio Conte ha fatto di tutto per tornare alla Juventus. Sarebbe stato disposto anche a ridursi l’ingaggio. Il pugliese, pur di approdare nuovamente nella Torino bianconera, sarebbe stato disposto a guadagnare la metà di quanto percepisce ora nel capoluogo campano. Non ci è riuscito e questo resterà inevitabilmente un suo cruccio“.
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