Primo trapianto di testa, forse, entro fine 2017: ecco come funziona

Valery Spiridonov, è un uomo russo che soffre di una malattia chiamata Werdnig-Hoffmann. Si tratta di una grave forma di atrofia muscolare spinale, una malattia genetica che causa la perdita dei neuroni del cervello,  e del midollo spinale. Gli unici movimenti che può compiere è nutrirsi, digitare sulla tastiera e muovere la propria sedia a rotelle tramite un joystick. Gestisce una società di software per la didattica ed è un patito della scienza e della tecnologia.

La malattia non è curabile e stando a quanto detto dai medici, sarebbe già dovuto essere morto. È proprio quest’ultimo evento a far pensare che Valery possa essere il primo essere umano a subire il trapianto di testa. Sono due i chirurghi che stanno lavorando da anni a questo progetto, nonostante la maggioranza della comunità scientifica, sia palesemente critica nei loro confronti. Questi due eroi, li vogliamo chiamare così, si chiamano Xiaoping Ren e Sergio Canavero. 

Perché molti sono contrari a questo tipo di intervento chirurgico? Perché sembra impossibile.

Le storie di Xiaoping Ren e Sergio Canavero

Xiaoping Ren ha un suo ufficio all’Università di Medicina di Harbin, nel nord-est della Cina. Il chirurgo ha 55 anni ed è stato uno dei membri che ha partecipato al primo trapianto di mano di successo nel 1999 a Louisville. Ren afferma che poiché le cure contro le atrofie sono ferme a 40 anni fa, l’unico modo per curarle è effettuare direttamente il trapianto di testa. Uno dei primi a parlare di trapianto di testa fu Robert White che ne effettuò uno sulla scimmia senza collegare la spina dorsale. Dunque la scimmia non dovrebbe muoversi. Tuttavia, il suo staff affermò che appena svegliata, la scimmia tentò di mordere il personale e risposero ad alcuni stimoli visivi.

Anche sui cani è stato tentato un trapianto di testa, nel 1908. Un chirurgo, infatti, avrebbe trasferito la testa di un cane, su un altro cane, ma sarebbe sopravvissuto per soli 29 giorni dopo l’operazione.

Il partner principale di Ren è il neurochirurgo italiano Sergio Canavero, che viene chiamato dai giornalisti italiani “Il dottor Frankenstein italiano“. Non ha infatti una buona reputazione nell’accademia. Nel 2015 è stato coinvolto in un caso curioso: è stato accusato di aver preso un accordo per la comparsa nel famoso videogioco Metal Gear Solid V: The Phantom Pain. La Konami lo avrebbe incluso nelle fasi iniziali del gioco, dove in una delle scene, si vede un medico che assomiglia a Canavero. In effetto nel gioco si parla della sindrome dell’arto fantasma: si tratta di un dolore che viene provato dalla persona ad una parte che gli è stata amputata. Questo, è effettivamente, il campo di studi ricercato da anni proprio da Canavero. Qualcuno ha ipotizzato che tale “accordo” sarebbe stato concluso per pubblicizzare le proprie ricerche. Ren invece, è molto più prudente e non piace l’attenzione dei media che sta ricevendo il suo collega italiano. La pubblicità, infatti, che si è venuta a creare, sta rendendo il lavoro più difficile, secondo quanto detto da Ren.

Come funziona il trapianto di testa

Per effettuare il trapianto di testa a Spiridonov, bisognerebbe aspettare che un altro uomo subisca un incidente che lo renda cerebralmente morto. Ma non basta: la famiglia, deve accettare la donazione del suo corpo. Entrambe le persone, successivamente, saranno portate in sala operatoria e posizionati come se fossero seduti. All’uomo che ha subito l’incidente, verrebbe tagliata la testa, mentre nelle vene di Spiridonov, verrebbe iniettato nelle vene un liquido a 10 gradi per rallentare la morte dei tessuti del cervello. Da quel momento, si ha circa un’ora a disposizione. In quest’arco di tempo, la testa di Spiridonov va tagliata sopra la clavicola conservando la trachea e l’esofago. Nel suo corpo originale, però, va lasciata la tiroide. I muscoli della testa di Spiridonov vanno segnalati con dei colori, in modo da poterli collegare facilmente con il corpo dell’altra persona. L’ultimo passo da seguire prima del trapianto vero e proprio consiste nel tagliare contemporaneamente le spine dorsali di entrambi con bisturi diamantati affilatissimi per ridurre al minimo i danni ai tessuti nervosi. Il trasferimento di testa avverrebbe tramite una gru. A questo punto, Ren ritiene che i due midolli possano essere ricongiunti usando un liquido speciale composto da glicole polietilenico.

Le cellule dell’uomo si rigenerano, tranne quelle della cervello e del midollo spinale. Ecco, dunque, che il fluido permette alle cellule di fondersi in una più grande. Tramite l’utilizzo di placche elettriche, si dovrebbero stimolare le nuove fibre.

Una volta congiunto il midollo spinale, è il turno del flusso del sangue che va al cervello. Successivamente vengono congiunte, le ossa, gli organi e i muscoli. Uno dei passaggi più importanti è il collegamento dei nervi che trasportano i segnali nervosi ai muscoli. L’operazione durerebbe circa 36 ore e il paziente resterebbe in coma farmacologico per diverse settimane con la testa bloccata nel collare. Ren è molto cauto sul tempo necessario per poter effettuare il primo trapianto di testa. Finora, il procedimento è stato testato sui topi, e dopo il trapianto, il topo si muoveva, anche se non proprio bene. Bisogna prima passare agli animali più grandi. Successivamente, Ren vorrebbe provare con due pazienti morti cerebralmente.

Le critiche

Le critiche per il trapianto di testa arrivano per l’utilizzo del fluido utilizzato per ricongiungere i due midolli. Non si sa, quanto possa funzionare sulle cellule umane perché non si sa come uscirebbero le cellule nuove perché il chirurgo non può controllare il processo di fusione. A loro difesa, Ren e Canavero, affermano che il movimento ci può essere anche con solo il 20% delle cellule funzionanti. Quindi la fusione può anche prendere una cellula su cinque e l’operazione va a buon successo.

I singoli passaggi, a detta dei chirurghi, non sono impossibili. La poca probabilità di riuscire nell’operazione, è quello di effettuare i vari passaggi sovraelencati, di seguito, senza sosta e soprattutto senza fallire perché al minimo errore, il paziente muore.

Altri invece criticano il costo dell’operazione che si aggira sui 100 milioni di dollari e quei soldi, secondo molte persone, possono essere usati per curare i pazienti con i metodi sperimentali.

Ci sarebbe anche la questione legale. Se un trapiantato di testa diventa genitore, con il corpo di un altro, i familiari del donatore, avrebbero diritti legali sul neonato? Questo è solo uno degli esempi, ma la lista è lunga.

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