Radiolondra: l’indie-pop di “Slurp”

         
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L’indie-pop di “Slurp”, come definire il nuovo bellissimo disco dei RadioLondra?

Opera di nuova canzone d’autore che ha trovato la luce già da diverso tempo di questo 2018 ma sento di doverla ancora sottolineare per questo connubio che da più parti della critica è stato celebrato: quel senso antico di estetica melodica in un vocabolario assolutamente attuale.

In altre parole: “Slurp” è un disco di indie-pop moderno, certamente digitale, ma che in assoluto è capace di restituirci canzoni per niente banali e anzi con un fortissimo senso di maturità classica che di certo non ci si aspetterebbe da artisti così giovani di carriera.

E se brani come “Camilla” di cui c’è il video ufficiale tradiscono la fanciullezza, se brani come “Ognuno cammina” ricalcano fedelmente il cliché dei più famosi The Giornalisti (che a loro volta ricalcano con venerazione quel che era legge negli anni ’80), se un brano come “RadioLondra” sembra una tinta di classica canzone d’autore, allora la bellissima “Siamo in onda” celebra a pieno gli ingredienti potentissimi di tutta la scrittura.

Insomma, la personalità dei RadioLondra si sente e si fa manifesta in tutte le salse, senza rinnegare niente e nessuno, dagli stilemi dei maestri di ieri alle tendenze e alle mode di oggi. Sound’s good.

RadioLondra oggi. Chi sono? Chi stanno diventando?
RadioLondra è una radio da cui esce la nostra musica, non penso saremo mai altro. Facciamo quello in cui crediamo, quello che ci sembra interessante, vero. Spero che questa cosa non cambierà nel tempo.

I Love Radio Rock: quanti ve lo hanno detto? C’è un qualche tipo di rimando a quello scenario?
Certo, il nome rimanda alle radio pirata. Io amo l’idea di libertà collegata a quel mondo.

Eppure collegamenti con il mondo delle radio non ce ne stanno. Intendo rimandi al mondo lavorativo ed artistico. Dunque da dove nasce questo nome?
Come dicevo sopra, è l’idea della libertà che c’è dietro, RadioLondra vuole essere libera, che non vuol dire autoferenziale, vuol dire capace di dire quello che pensa, fregandosene degli slogan.

Che poi l’indie pop che secondo me neanche tanto vi interessa come etichetta… E’ un guardare oltre al mondo delle radio, un cercare nel futuro altre forme di comunicazione (vedi i social). Voi invece mi sembrate ancorati al passato o sbaglio? Che, visti i tempi di oggi, direi essere un gran complimento…
È vero, non ci interessa. Le etichette servono per catalogare, per Spotify. A me piace il POP di Sia e l’indie che fa il Colombre, non importa che siano cose molto diverse, il problema è se una canzone è bella e ti dice qualcosa, oppure no. Siamo legati al passato a causa di una nostalgia romagnola che non ci molla mai (è la nostalgia del mare, credo)

In totale incoerenza al trend, il vostro è un suono digitale e la cover del disco è realizzata da un influencer… come si collegano queste cose?
L’importante è che quello che si fa sia bello e interessante. Poi è vero che @finnanofenno è un influencer, ma è soprattutto un bravissimo finger drawer e noi siamo orgogliosi che sia nostro amico e fan.

Autore dell'articolo: Marco Vittoria