San Gennaro, il sangue sciolto: il miracolo si ripete
Il miracolo di San Gennaro anche quest’anno si è ripetuto, con grande sollievo dei fedeli. Il sangue era già sciolto quando il Cardinale Sepe ha estratto l’ampolla dalla cassaforte e, ovviamente, l’annuncio del prodigio ha scatenato un caloroso applauso dai fedeli presenti nel Duomo. Secondo antiche tradizioni, infatti, quando non avviene si annuncia un periodo di sciagure e grandi tribolazioni per Napoli. Quest’anno, oltre al governatore Vincenzo De Luca e il sindaco Luigi De Magistris, presenti il vice presidente della Camera, Luigi Di Maio (candidato premier del Movimento 5 Stelle) e il presidente della Corte Costituzionale, Paolo Grossi.
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Un grande applauso all’annuncio della liquefazione
Si tratta veramente di un miracolo, oppure è un trucco chimico o un fenomeno inspiegabile? Ripercorriamo brevemente la storia. Il 19 settembre del 305 il Santo fu decapitato per ordine di Diocleziano. Durante l’esecuzione il suo sangue fu raccolto da una nobildonna, Eusebia, che custodì con venerazione le due ampolle. Si narra che il prodigio della liquefazione del plasma avviene dal 15 agosto 1389, ripetendosi per tre volte ogni anno: il 19 settembre, giorno della morte; il primo sabato di maggio, quando da Pozzuoli fu trasferito a Napoli; il 16 dicembre, in occasione dell’anniversario di una devastante eruzione del Vesuvio, (nel 1631) arrestata grazie all’intervento miracoloso del Santo, secondo antiche credenze.
Una piccola curiosità sulla reliquia: nella teca sono custodite due ampolle, una colma oltre la metà della sostanza misteriosa, l’altra, più piccola, invece è semivuota. Parte del contenuto di quest’ultima pare sia stato sottratto da Carlo III di Borbone, che lo portò con sè in Spagna. La liquefazione, però, si verifica solamente in quella più grande.
Il sangue di San Gennaro: miracolo o fenomeno chimico?
Alcuni studiosi del CICAP, in un articolo apparso tempo fa su “Nature”, hanno dimostrato che unendo sale da cucina, carbonato di calcio e molisite (un minerale presente sul Vesuvio) si può ottenere una sostanza molto simile nell’aspetto e nel colore al sangue contenuto nelle ampolle. Secondo i ricercatori il prodigio avviene grazie alle proprietà tissotropiche della sostanza, cioè la capacità di passare dallo stato solido a quello liquido se agitata. Eseguita anche una spettrometria, con cui si è verificato che si tratta proprio di sangue.
Michel Mitov, un fisico francese, invece ipotizza che si tratti di materiali sensibili a manipolazione e temperatura, come ad esempio argilla mista agli spermaceti, un grasso denso e ceroso estratto dalla testa dei capodogli. Un mistero tuttora rimasto irrisolto che, per i fedeli, forse non ha alcuna importanza: ciò che conta, è che il miracolo di San Gennaro si sia rinnovato anche quest’anno.
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