Tanti cambiamenti e un punto fermo: la rifondazione dell’Atalanta riparta da Gasperini

         
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Il tracollo dell’Atalanta è troppo preoccupante per essere ignorato. Certo, matematicamente la corsa all’Europa non è del tutto chiusa, ma è chiaro a tutti che la Dea si trovi alla fine di una parte del ciclo. Già, perché chi etichetta la Dea come una squadra arrivata totalmente al capolinea non è oggettivo se non si considerano i limiti di una rosa che si sente appagata e con la cosiddetta “pancia piena”. Ovviamente Gasperini ha le sue colpe, ma la rifondazione deve avere lui come punto fermo: metaforicamente uno chef che ha bisogno di nuovi ingredienti dopo che quelli “vecchi” hanno raggiunto la cosiddetta data di scadenza. All’Atalanta serve una nuova veste contraddistinta da giocatori giovani, forti e soprattutto affamati: solo a quel punto si capirà cosa potrà dare ancora il mister di Grugliasco. Ora però, come giusto che sia, si va avanti con Gasperini a patto di costruirgli una rosa competitiva e con voglia di fare (l’elemento base per stare ad alti livelli).

Autore dell'articolo: Filippo Davide Di Santo