Tito Boeri a Che tempo che fa Il decreto chiude il canale della protezione speciale

Tito Boeri a Che tempo che fa: “Il decreto chiude il canale della protezione speciale”

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MILANO – Tito Boeri è intervenuto ieri sera a Che tempo che fa, dichiarando: “Noi ogni anno perdiamo, come saldo della popolazione residente, circa 300mila persone, tra nati e morti, una città come Catania, come dimensioni. L’immigrazione ci compensa solo in parte di questo, perché molti italiani se ne vanno e ne arrivano troppo pochi per soddisfare la domanda delle famiglie ancora prima che delle imprese, perché cercare delle persone che ti aiutano come le badanti a casa è sempre più difficile. Eppure continuiamo ad avere questioni politiche che hanno l’unico effetto di aumentare le presenze irregolari in Italia e di chiudere le frontiere. Quest’ultimo decreto che è stato varato inasprisce le pene contro gli scafisti, senza dire che in realtà noi gli scafisti non li prendiamo mai, perché noi abbiamo fermato, negli ultimi 10 anni, 2500 persone accusandole di essere scafisti, in realtà gli scafisti, quelli che organizzano queste cose, non salgono mai sui barconi, non rischiano la loro vita. Qualche volta li accompagnano fino al limite della acque territoriali, ma poi tornano indietro e il più delle volte danno la bussola in mano a dei poveretti che non hanno i soldi per pagarsi il viaggio e li incaricano di fare questo. Che io sappia, tra tutti quei 2500, 13 sono stati condannati. Quindi non prendiamoci in giro, le pene c’erano già. La cosa che fa quel decreto, e questo è veramente grave, è chiudere il canale della protezione speciale che era stato creato dalla Ministra Lamorgese e che serviva a dare la possibilità alle persone che erano già in Italia di essere regolari: A questo punto diventeranno irregolari perché rimarranno qui. Quando aveva fatto la stessa mossa Salvini, dicendo che li avrebbe rispediti a casa, poi non ha rispedito a casa nessuno, sono rimasti in Italia irregolarmente, messi in una condizione in cui sono ai margini della legalità: non possono contribuire a pagare le pensioni, le tasse, non possono lavorare regolarmente. Se vogliamo avere più immigrati dobbiamo investire nell’accoglienza, perché vuol dire integrare. Anche per quei profughi che sono arrivati dall’Ucraina non abbiamo fatto quest’operazione, abbiamo dato loro 300 euro solo per tre mesi se adulti, 150 se bambini, e li abbiamo messi in posti lontani dai centri abitati, dove era molto difficile recarsi sul lavoro, mettere i figli a scuola. Altri Paesi hanno seguito una strada completamente diversa dalla nostra. Se sono qui da noi cerchiamo di integrarli il più rapidamente possibile”.

Tito Boeri a Che tempo che fa: “Il decreto chiude il canale della protezione speciale”

Sul reddito di cittadinanza: “Circolano diverse bozze, però c’è un tratto comune, ci sono 3 cose che a mio giudizio sono allarmanti: la prima è che si intende ridurre fortemente, se non abolire, il sussidio alle famiglie che sono in affitto. In una famiglia normale, con un reddito medio, le spese per la casa e l’affitto sono attorno al 30% del bilancio familiare e per i poveri vanno al di sopra del 50%. In tutti i Paesi del mondo in cui c’è assistenza sociale si dà questo aiuto per impedire alle persone di finire in strada. Seconda cosa, a mio giudizio preoccupante, è questa definizione di “occupabili”: cioè si dice che le persone che non hanno figli minori, che hanno meno di 60 anni e che non hanno disabili a carico sono tutte occupabili, ma esistono delle persone che hanno dei problemi di disagio e integrazione a tutte le età, e a queste persone che sarebbero “occupabili” noi togliamo il sussidio, glielo diamo solo per un periodo limitato. Altrove non è così, si valuta se può tornare a lavorare e la si segue nel corso del tempo. La terza cosa, e qui siamo ai limiti del ridicolo, si confida e si parla di queste app che fanno incontrare la domanda e l’offerta di lavoro, una cosa che mi fa tornare alla mente certi maghi che venivano dal Mississippi… Guardiamo all’esperienza e cerchiamo di capire che sono cose ridicole: Bisogna fare di più, i centri d’impiego devono essere in grado di funzionare”.

 

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24