Amarcord Torino-Atalanta 2010/2011, quel tiro vincente di Jack all’ultimo secondo

Il campo del Torino non è sempre stato benevole all’Atalanta: basta pensare che i nerazzurri riuscirono ad espugnare la casa granata soltanto dieci volte in oltre 57 partite disputateGasperini ha portato una mentalità vincente, dimostrando che la vittoria non è impossibile da raggiungere: anche quando si tratta di provarci fino all’ultimo minuto. Aspetto che undici anni fa, escludendo il roboante 0-7 di due anni fa, è stata la chiave dell’ultimo successo orobico sul Toro durante la breve permanenza nella Serie cadetta.

Torino-Atalanta 2010-2011: Jack all’ultimo respiro

Siamo nella stagione 2010/2011: la famiglia Percassi ritorna insieme a Stefano Colantuono e la squadra capitanata da Cristiano Doni si dimostra una grande corazzata. Nonostante l’inizio in salita, i nerazzurri riuscirono a risalire la china, e allo stadio Olimpico di Torino si va alla ricerca del dodicesimo risultato utile consecutivo. I granata sono una squadra altalenante, ma non certamente facile da affrontare. Partita la gara e subito i padroni di casa fanno capire ai nerazzurri che vogliono i 3 punti per agganciare la tanto desiderata zona Playoff. Il goal di Antenucci riesce a portare in vantaggio il Toro e fa presagire una serata negativa, ma l’Atalanta si ricorda di essere la capolista del torneo: neanche il tempo di mettere il pallone a centrocampo che Federico Peluso riesce a pareggiare. Da lì una sfida dove conta molto la capacità strategica dei due allenatori: Colantuono riesce a dare qualità in attacco con gli ingressi di RuopoloMarilungo e di Bonaventura. Rolando Bianchi sfiora il 2-1, lo stesso Peluso rischia l’autorete (rievocando gli incubi di Atalanta-Bologna), ma è Jack a mettere la firma nel finale: palla verso il numero 89 atalantino che da fuori area tenta il tiro che va finire prima sul palo e poi in rete. La panchina esplode di gioia come i suoi tifosi giunti fino a Torino: una vittoria che risulterà decisiva ai fini di quella che sarà la promozione finale, a dimostrazione che la speranza è sempre l’ultima a morire, portandoti anche alla conquista di un successo importante.

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